I funerali da Padrino per il boss Vittorio Casamonica a Roma: ecco le FOTO della cerimonia

Roma, sconcerto e imbarazzo per i funerali in pompa bagna del noto boss Vittorio Casamonica

LaPresse/Vincenzo Livieri

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 Una carrozza antica trainata da cavalli e la musica delPadrino ad accompagnare il feretro di Vittorio Casamonica. Questo il tenore dei funerali del noto boss del clan romano, esequie che si sono svolte questa mattina nella chiesa di Don Bosco di Roma. All’esterno della chiesa, sono stati appesi dei manifesti. Su uno, era riportata la scritta ‘Re di Roma’ insieme a un fotomontaggio raffigurante il Colosseo accanto alla Basilica di San Pietro e l’immagine dell’esponente di Casamonica vestito di bianco con un crocifisso.

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Su un altro manifesto, era scritto invece: ‘hai conquistato Roma ora conquisterai il paradiso’. Un funerale all’insegna dello sfarzo, che ha visto anche al passaggio del feretro tra le strade della capitale, un elicottero che ha lanciato petali rossi sui presenti. Dopo la funzione, la bara è stata trasportata da una Rolls-Royce mentre la banda musicale ha suonato la colonna sonora di un altro celebre film: ’2001 odissea nello spazio’. Vittorio Casamonica, di 65 anni, era uno dei maggiorenti del clan omonimo, specializzato nel racket e nell’usura nella periferia sudest di Roma. Il suo nome è legato anche alla Banda della Magliana di cui risultava l’addetto al recupero dei crediti.

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Il 65enne era appartenente al clan criminale composto da nomadi che dagli anni ’70 si stabilirono a Roma grazie anche alla collaborazione con la Banda della Magliana, ed ‘occuparono’ le zone sud-est della Capitale per poi estendersi a Castelli Romani e sul litorale con i loro traffici di droga, estorsioni, usura e racket. Ma dal 2004 e’ emerso con una indagine della Dia che il clan dei Casamonica, nel tempo si e’ evoluto, affinando le capacita’ di gestire denaro e di farlo circolare dall’Italia all’estero e viceversa con metodi di alta finanza ed accumulando un patrimonio di oltre 200 milioni di euro. Ma mantenendo quel timbro matriarcale che da sempre distingue il clan, infatti, il riciclaggio dei capitali e il loro trasferimento dall’Italia al Principato di Monaco e viceversa, era quasi interamente gestito dalle donne della famiglia. Recentemente il clan dei Casamonica e’ tornato con forza sulle cronache dei giornali per via di una foto uscita fuori durante le polemiche legata all’inchiesta Mafia Capitale. L’istantanea scattata nel 2010 nel centro di accoglienza Baobab, per una cena organizzata da alcune cooperative sociali, riprendeva l’allora sindaco di Roma Gianni Alemanno con Luciano Casamonica, incensurato ma ritenuto uno dei boss del clan, l’ex capogruppo del Pd capitolino Umberto Marroni e il padre Angiolo, garante dei detenuti della Regione Lazio, e Daniele Ozzimo, consigliere capitolino del Pd, Giuliano Poletti, poi diventato ministro, e Salvatore Buzzi, il boss delle Cooperative, in carcere proprio per l’inchiesta Mafia Capitale. Il funerale stamani e’ cominciato con una colonna di auto collocate ai lati, con corone di fiori che, persone che si trovavano sui tetti delle auto, spogliavano lanciando i fiori, soprattutto rose, in strada. Una carrozza nera antica, con pesanti intarsi dorati, trainata da sei cavalli neri ha trasferito la bara, con sopra una immagine di padre Pio, davanti alla chiesa. Una folla di persone ha voluto portargli l’ultimo saluto. “Era una brava persona, corretto” hanno commentato alcuni conoscenti al termine della messa. Commozione all’uscita del feretro che e’ stato salutato da una “pioggia” di petali lanciati da un elicottero. Dopo la funzione, la bara e’ stata trasportata in una Rolls-Royce sempre con sottofondo musicale, tra le lacrime delle molte donne, tante vestite a lutto.

La reazione del Prefetto Gabrielli

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“Di questa vicenda la Prefettura non aveva alcuna contezza. Ne chiederemo conto, per cercare di capire, al di là dei clamori, eventuali responsabilità”. Ad affermarlo all’Adnkronos è il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, commentando i funerali di Vittorio Casamonica. ”Senza dubbio – aggiunge Gabrielli – c’è stato un difetto di comunicazione, e questo lo dico senza voler fare processi, né mettere nessuno sul banco degli imputati. Dunque è opportuno capire i termini precisi di quanto avvenuto, senza sottovalutare, ma senza nemmeno farci trascinare dal clamore. Aspetto che gli uffici mi riferiscano e poi decideremo”, conclude.

L’imbarazzo della Chiesa

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Si sono svolti nella basilica di San Giovanni Bosco a Cinecitta’ i funerali del boss Vittorio Casamonica, la stessa chiesa che avevano scelto per la sua cerimonia funebre i parenti di Pergiorgio Welby, militante del Partito Radicale, copresidente dell’Associazione Luca Coscioni, impegnato per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico e per il diritto all’eutanasia. Welby era deceduto grazie all’aiuto di sanitari che diedero seguito alla sua volonta’ di porre fine alla sua lunga agonia. Per i funerali la moglie cattolica di Welby aveva scelto che la cerimonia religiosa venisse celebrata nella chiesa Don Bosco ma il Vicariato di Roma si oppose. A prendere la decisione fu il vicario generale per la diocesi di Roma, cardinal Camillo Ruini. Il funerale laico di Piergiorgio Welby venne quindi celebrato il 24 dicembre 2006, in piazza Don Bosco, di fronte alla chiesa che i familiari avevano scelto per la cerimonia religiosa.

“Imbarazzo” per le “scene hollywoodiane”: cosi’ dal Vicariato commentano quanto accaduto alla parrocchia di San Giovanni Bosco dove si sono svolti i funerali di VittorioCasamonica. “Tuttavia il parroco ha valutato in base alle norme del diritto canonico – dicono all’ANSA fonti del Laterano – e non poteva rifiutare” la celebrazione.

Il rito religioso nella chiesa dove si sono svolti i funerali di Casamonica “e’ stato normale, tutto si e’ svolto come concordato con il parroco; quello che e’ avvenuto all’esterno e’ stato fatto senza autorizzazione, anche se non era il parroco ad avere la competenza”. Lo dicono all’ANSA fonti del Vicariato. “Il parroco non era al corrente di cosa stava accadendo”, neanche dell’affissione delle gigantografie del boss, “tutto e’ avvenuto mentre stava celebrando la funzione religiosa”.

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