Giardini Naxos, inaugurata la mostra di Ciro Palumbo: “sguardi eterni tra terra e cielo”

L’esposizione sarà visitabile al Castello di Schisò fino al 10 settembre

ciro palumbo mostraInaugurata con successo la mostra  Sguardi eterni tra la terra e il cielo di Ciro Palumbo a cura di Alessandra Redaelli al Castello di Schisò (Giardini Naxos), nuova splendida sede espositiva del MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia), diretto da Giuseppina Napoli che per l’occasione ha dichiarato: “La mostra del Maestro Ciro Palumbo che inauguriamo con gioia stasera rappresenta l’incontro tra mitologia, storia e arte figurativa. È il racconto di un mito lontano eppure straordinariamente contemporaneo in un luogo tra i più indicati. Se facciamo un salto indietro nel tempo, infatti, ricordiamo che proprio in questi luoghi fu fondata nel 735 a. C. la prima colonia greca di Sicilia. È un grande regalo quello che il Maestro Palumbo ci dona omaggiando con i suoi miti, le sue metafore e i suoi colori la storia epica della nostra terra e dei greci che ci furono padri. Siamo grati al Maestro per la sua capacità di andare controcorrente riportando la mitologia al nostro nevrotico contemporaneo, consentendoci magicamente di riappropriarci dei nostri miti e dei nostri eroi”.

Di seguito ha preso la parola la curatrice della mostra, Alessandra Redaelli, che ha ribadito: “Palumbo è un affabulatore, un cantastorie, qualche volta un giocoliere, qualche altra volta uno chef sopraffino che si diverte a mescolare gli ingredienti più assurdi, più impensabili, riuscendo a far scaturire dalla loro unione profumi e sapori sublimi. Il suoi dipinti potenti, ipnotici, capaci di intrappolare lo sguardo in una spirale infinita di stimoli percettivi, di catturarlo e sedurlo fino a farlo capitolare, sono come scatole cinesi, come sfide sottili. Il paesaggio è spazio e personaggio, anima capace di incarnare pensieri ed emozioni. Il cielo è come lo sguardo di Dio, limpido di gioia o fosco di collera. Il mare si alza in tempeste misteriose, in onde dalle creste affilate come coltelli, che sembrano poter tagliare in due la piccola imbarcazione che le solca impavida. La costa si fa di volta in volta tenero abbraccio, utero accogliente, rifugio del naufrago oppure quinta oscura dai mille nascondigli bui e fitti di minacce. La roccia è al tempo stesso natura selvaggia e lascito dell’uomo, un uomo forse passato di lì più di mille anni prima: resta del suo passaggio una porta, una finestra incerta, una presenza remota fantasmatica e inquieta. E poi c’è lui. L’eroe. Forse un dio, forse un semidio. E la sua presenza incombente fa vibrare l’aria rarefatta del dipinto”.

ciro palumbo mostraInfine ha preso la parola Ciro Palumbo che ha sottolineato: “Ho pensato bene di innamorarmi e far si che ci si innamorasse con un marchio che secondo me, nei prossimi anni, sarà uno dei marchi più interessanti nel settore ovvero quello del MacS. Dico marchio perché l’operazione non è solo un’operazione di tipo culturale ma è anche un’operazione che va a sconvolgere il meccanismo museale classico che abbiamo sul territorio. Particolarità, questa, che mi ha colpito e mi ha stimolato tantissimo, a partire dall’entusiasta Direttrice Giuseppina Napoli con la quale c’è stato da subito un bellissimo incontro amicale. E dall’amicizia sono nate le idee e i progetti. Questa mostra è il frutto di tante ipotesi che alla fine abbiamo dovuto concentrare. Questa esperienza mi ha insegnato molte cose, la più importante è che alcuni progetti si realizzano grazie all’entusiasmo delle persone. Il mio ringraziamento va a queste ultime. L’entusiasmo della Napoli come della curatrice Alessandra Redaelli che è stata l’ennesimo tassello. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato e collaborato. Ringrazio anche i tecnici che hanno montato le luci e che rappresentano il cinquanta percento della mostra visitabile fino al prossimo 10 settembre”.