Emergenza maltempo, il sindaco di Motta S.G. (Rc): “commissariare le strutture regionali per manifesta incapacità”

Alluvione in Calabria, il sindaco di Motta San Giovanni: “assente la Protezione civile, sempre più ridotta a passacarte e muta la Regione Calabria che in un momento difficile come questo”

alluvione calabria“Quello che sta accadendo in questi giorni ha dell’incredibile, ma forse, se ben valutato, non tanto! E’ ragionevole pensare a tutto ciò come ad un effetto combinato di tasselli, consolidatosi nel tempo e posizionati con scelleratezza. L’esperienza di questi anni ci ha insegnato di agire confidando unicamente sulle nostre forze e su quelle occasionali di compagni preziosi come l’Associazione di volontariato “Garibaldina”, ovvero sulla piena disponibilità dei nostri mezzi ed uomini, oltre che dei Carabinieri di Lazzaro che ringrazio di tutto cuore per l’altruismo messo in atto e per la piena disponibilità manifestata. Abbiamo il dovere di intervenire sebbene gli Enti sovracomunali latitano, presi come sono da vicende estive e distratti da nomine in corso d’opera molto proficue in fase elettorale. Assente la Protezione civile Calabria, sempre più ridotta a passacarte e muta la Regione Calabria che in un momento difficile come questo avrebbe dovuto attivare una struttura d’emergenza, mentre si limita a pronunciamenti di principio senza nemmeno rispondere agli appelli dei territori sventrati come quello che mi onoro di governare da otto anni” afferma in una nota il sindaco di Motta San Giovanni.La prefettura, a dodici ore dalla nostra richiesta di mezzi ed uomini, per il tramite di una gentile voce istituzionale, ci assicura che trasferirà le segnalazioni, che sosterrà le nostre richieste ma..null’altro. Rimane a noi, ovviamente -prosegue- l’onere di sopperire a compiti di altri, a togliere la sabbia dal torrente Ferrara per far arrivare la gente a casa, o quella della Via Marina di Lazzaro, sensibilizzare, con successo e gratitudine, l’Anas che da 24 ore opera nella frana di Riace Capo, riparare un sistema fognario obsoleto per l’operatività del quale sarebbe bastato che la giunta regionale deliberasse un provvedimento urgente fermo da mesi a palazzo Alemanni che ci avrebbe consentito di operare. Interverremo ancora, così come abbiamo fatto il 6, l’11 e il 12 di agosto, su un sottovia allagato da acque provenienti dalla vicina SS 106, stante che nel corso degli anni l’Anas ha eliminato e ridotti i canali di scolo a mare. Lo faremo ancora una volta -aggiunge-  nonostante dal 2009 attendiamo l’erogazione di risorse promesse per lavori di somma urgenza, sostenuti nell’occasione dell’alluvione di quell’anno. Abbiamo compreso che questi silenzi regionali sottendono non già la voglia di chiudere le porte a legittime richieste, quanto l’incapacità istituzionale, prima, e tecnico-amministrativa, poi, di governare le emergenze del territorio calabrese. Una classe dirigente inadeguata, combinata all’esigenza di dare risposte concrete alla nostra gente, soprattutto nel campo della sicurezza ed incolumità, rende non più rinviabile il commissariamento del complesso sistema idrogeologico calabrese, rimuovendo dirigenti profumatamente pagati e togliendo le ingenti risorse nazionali e comunitarie di cui dispone, con l’aggravante di non saperli nemmeno spendere. Fatta questa premessa è doveroso informare che l’eccezione di questi giorni sta unicamente nella quantità di acqua caduta sul nostro territorio e che Il violento temporale che s’è formato nella zona sud/occidentale dell’Aspromonte, nella tarda mattinata del 6 agosto ( triplicato poi l’11 e quintuplicato il 12 agosto) ha provocato piogge alluvionali nel basso reggino, tra Montebello Jonico, Motta San Giovanni e le colline meridionali della città di Reggio, tant’è che nella sola giornata del 6 agosto sono caduti 70 mm di pioggia a Motta San Giovanni e 32 mm sul Valanidi. Vuol dire che nella sola giornata del 6 agosto ogni pezzetto del terreno comunale, di un metro per un metro, ha ricevuto 70 lt d’acqua. quasi la quantità di un anno. Ora contiamo i danni – conclude- spendiamo ancora una volta le poche risorse comunali di cui disponiamo, manifestiamo vicinanza alla nostra gente colpita, alle attività che direttamente o indirettamente sono state interessate e ringraziamo Iddio perché ancora una volta il territorio ha retto. Ci chiediamo però: fino a quando?”