Cgil-Cisl-Fials: “basta all’irresponsabile gestione del vertice dell’Asp di Reggio”

sanitàGià da subito -affermano CGIL-CISL e FIALS- malgrado una richiesta di collaborazione rivolta alle Organizzazioni Sindacali, si era capito che la gestione dell’attuale Commissario Straordinario dell’ASP di Reggio Calabria sarebbe stata limitata e poco incisiva, mentre le gravissime criticità avrebbero richiesto tempestività e determinazione. L’instabilità della Direzione Strategica, la perdita di pezzi importanti dopo qualche giorno, come nel caso del Direttore Amministrativo, le ulteriori forme di collaborazioni non meglio definite ma soprattutto la tendenza a dilazionare l’esercizio del potere decisionale che ha caratterizzato l’azione dell’attuale management dell’Azienda Sanitaria Provinciale reggina sono l’evidente sintesi di questo periodo di gestione poco incisiva. Tutto ha un limite!” Le Organizzazioni Sindacali FP CGIL, CISL FP e FIALS “non possono permettere che si vada avanti così e denunciano con forza la paralisi operativa dei Presidi Ospedalieri e delle Strutture Sanitarie del Territorio, bloccate da incapacità ed inerzia che rischia di compromettere definitivamente quel poco che resta di questa martoriata Sanità locale. L’imponente utenza estiva chiede servizi sanitari e non riceve risposte; le strutture sono da terzo mondo, nell’Ospedale di Polistena e di Locri si lotta fisicamente per accedere al Pronto Soccorso. Magari molti accessi sono inappropriati ma inevitabili considerando che l’ASP non offre altro che qualche malandato Ospedale. E anche quando qualcuno riesce a realizzare un punto d’eccellenza, come nel caso dell’Unità Operativa Dialisi del PO di Locri, ecco che l’inerzia del vertice aziendale rimette tutto in discussione! I pazienti nefropatici – proseguono-provenienti da altre Aziende e fonte di entrate economiche per l’ASP di Reggio Calabria, rischiano, infatti, di non poter ricevere le cure per problemi burocratici. L’Azienda Sanitaria, in realtà, non ha ottemperato a deliberarne la presa in carico, incurante del fatto che i pazienti dializzati se non trattati rischiano la vita. Ed inoltre, rimanda e tergiversa sulla configurazione giuridica delle prestazioni lavorative rese dagli Operatori che per assicurare l’assistenza ai dializzati provenienti da altre Province sono costretti a raddoppiare i turni di lavoro, senza avere alcuna certezza retributiva. Gli Ospedali Generali sono stati dimenticati e perdono pezzi ogni giorno e la Direzione strategica dell’ASP non si preoccupa minimamente di mantenere compatta una rete ospedaliera concepita per lavorare in simbiosi e rapporto reciproco tra Ospedale Spoke ed Ospedale Generale nè si preoccupa di garantire la fornitura dei più elementari presidi sanitari. Non c’è il minimo filtro per l’utenza. Le Unità Operative Ospedaliere -aggiungono- devono sopperire a tutte le carenze organizzative, strumentali e strutturali, nel totale abbandono della Direzione Strategica. Al “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo la chirurgia è chiusa ormai da quasi due mesi, la radiologia esegue solo le urgenze mettendo tutto il servizio esterno in ginocchio e bloccando anche l’attività chirurgica di Ortopedia da quasi due settimane. Per non parlare poi della situazione in cui versa il Servizio di Emergenza Urgenza del 118! Le ambulanze presenti sul territorio sono già insufficienti e malfunzionanti e quando una di esse ha un guasto, diventa impossibile governare e soddisfare le richieste di soccorso. Mentre delle 5 nuove ambulanze, il cui acquisto è stato abbondantemente pubblicizzato ed ostentato, non si ha più notizia: sparite nel nulla, per guasto meccanico? Le ambulanze appena acquistate? Incredibile ma vero! La macchina amministrativa è caratterizzata da un sicuro esubero di personale, che è mal distribuito e mal utilizzato. Non esiste una vera organizzazione dei processi lavorativi. Gli uffici amministrativi sono privi di un sistematico coordinamento ed in qualche caso sono lasciati al controllo di singoli soggetti, che potrebbero approfittare del caos generale (già da tempo ad arte costruito?) per portare avanti discutibili intenti. Più volte l’attenzione dei vertici dell’ASP è stata richiamata su queste raccapriccianti situazioni che ledono la dignità dei Lavoratori e frenano ogni sviluppo organizzativo ma l’atteggiamento dilatorio e accomodante ha prevalso, rafforzando pratiche amministrative poco trasparenti che rischiano di sconfinare nell’illegalità e potrebbero privilegiare gli interessi privati rispetto al bene della collettività. Il tutto a scapito, oltre che degli utenti, di quegli stessi impiegati onesti che restano vittime di un sistema ormai sedimentato e noto a tutti. Una Direzione che, pur avendo assunto decisioni coraggiose sul controllo del bilancio e sulla trasparenza dei pagamenti, non interviene però in casi di problematiche gravi, che preferisce mantenere perduranti conflitti interni a supporto di interessi personali, i cui effetti rischiano di ripercuotersi sull’Utenza oltre che sugli operatori che restano inevitabilmente coinvolti nelle “faide” di Reparto. Una Direzione che preferisce – concludono- assumere un atteggiamento irresponsabile ed una incomprensibile scarsa attenzione, piuttosto che intervenire per sradicare persistenti sacche di malcostume che contaminano l’intero tessuto aziendale.

FP CGIL, CISL FP e FIALS dicono “BASTA a questa irresponsabile gestione della Sanità reggina ed invitano la Direzione Strategica dell’ASP a modificare totalmente le modalità di governo dell’Azienda, mettendo in pratica scelte che diano il segnale concreto di un cambiamento essenziale, o a rimettere il mandato loro affidato per il mancato raggiungimento di qualsiasi obiettivo”.