Catania, sequestrati beni per 1,6 mln ad una società di vigilanza

Catania, beni per 1,6 milioni di euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta sul rientro in Italia di capitali dalla Svizzera nel 2009

Gdf - foto LaPresse

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Beni per 1,6 milioni di euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza del comando provinciale di Catania nell’ambito dell’inchiesta sul rientro in Italia di capitali dalla Svizzera nel 2009 col cosiddetto ‘scudo fiscale’ che, secondo l’accusa, sarebbero stati distratti dal patrimonio della ‘Vigilnot Trinacria srl’. La società di vigilanza è stata dichiarata fallita nel 2001 per un passivo di 4 milioni di euro, uno dei quali nei confronti dell’Erario. Il provvedimento, emesso dal Tribunale etneo su richiesta della locale Procura distrettuale che aveva appellato un rigetto deciso dal Gip, è stato eseguito nei confronti dei fratelli Damiano, Elisabetta e Pietro Russo. I tre sono indagati per reato di riciclaggio dei proventi di reati tributari e fallimentari in precedenza commessi dal padre Placido, in qualità di rappresentante legale della “Vigilnot Trinacria srl”. Le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catania sono state avviate dopo “segnalazioni di operazioni sospette” della Banca d’Italia. Dagli accertamenti è emerso, sostiene l’accusa, che i bonifici dai conti svizzeri a quelli catanesi, necessari per il perfezionamento delle operazioni di “scudo fiscale”, sono stati disposti dal titolare della società, Placido Russo. In esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Catania sono stati bloccati fondi finanziari e rapporti bancari per oltre 1,1 milioni di euro, un appartamento di ampia metratura in zona corso Italia di Catania e un locale commerciale a Capo Mulini.