Campionati, ok a Parma e Monza in D. Varese e Barletta in Eccellenza. Attesa per Reggina, Venezia e Grosseto

Le decisioni del Consiglio Federale di oggi: per la Reggina è tutto ok ma l’ufficialità arriverà nei prossimi giorni, forse domani

LaPresse/Piero Cruciatti

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 ”Alla fine si dovrebbe arrivare a un campionato di 54 squadre, con tre gironi da 18. Una tosatura non di poco conto“. Lo dice il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, commentando la mancanza di 6 club in Lega Pro rispetto al format federale che vedrebbe 60 squadre rispetto alle 54 che si prevede debbano essere iscritte al prossimo campionato. Quella della Lega Pro a 54 squadre, secondo il numero uno di via Allegri e’ “una scelta politica“. Oggi il Consiglio federale ha ripescato il Brescia in B e AlbinoLeffe e Pordenone in Lega Pro, mentre per quanto riguarda il posto lasciato vacante dalla mancata iscrizione del Castiglione, si andra’ a scegliere in base alla classifica di merito della Serie D, dove attualmente al primo posto figura il Sestri Levante (che pero’ non sembra ambire al ripescaggio), al secondo il Monopoli. Secondo Tavecchio nulla sara’ comunque definitivo fino alle sentenze della giustizia sportiva sul Calcioscommesse: “In B ci va il Brescia – spiega il numero uno federale – dobbiamo aspettare i provvedimenti dei giudici, quelli in seconda istanza previsti per il 24 e 25 agosto. Le responsabilita’ dirette a cascata scenderanno dai campionati e poi si vedra’“. Per quanto riguarda le altre situazioni, in Serie D già ammesse Parma e Monza, in itinere Venezia, GrossetoReggina. In Eccellenza, ok a Varese e Barletta che dopo il tracollo (nell’ultimo campionato hanno giocato rispettivamente dalla B e dalla Lega Pro) non sono riuscite a ripartire neanche dai Dilettanti.

Le parole di Tavecchio sulle riforme

LaPresse/Piero Cruciatti

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Sara’ pure la madre di tutte le battaglie, ma bisogna anche trovargli il padre“. Lo dice il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, rispondendo a chi gli chiede lo stato dell’arte della riforma dei campionati, considerata dal numero unofederale da sempre “la madre di tutte le riforme“. Intervenendo al termine del Consiglio federale, Tavecchio ha quindi precisato che “in questo momento non e’ semplice la riforma come la vedo io. Perche’ continuare a prorogare e’ un fatto che denota una situazione di incertezza“, ha spiegato, riferendosi alla proroga del termine stabilito per la riforma al 30 settembre, data che comunque “non e’ perentoria”, specifica il numero uno di via Allegri. “Inutile nascondere la testa sotto la sabbia – prosegue Tavecchioquando parliamo di passare da 20 a 18 lo diciamo ma di fatto poi bisogna farlo e ottenere all’interno delle Leghe le maggioranze. Idem quando si passa da 22 a 20. Quando gli interessi sono elevati, soprattutto per i diritti tv, i soggetti abituati a un certo standard non riescono a pensarla diversamente“. C’e’ sempre la possibilita’ di chiedere al Coni un commissario ad acta, un’ipotesi che “non e’ stata accantonata – conclude il presidente federale - ma voglio esperire tutti i mezzi e i metodi per fare scelte federali interne. Poi tutti insieme valuteremo cosa si dovra’ fare“.