Calabria, l’Usb: “i sindacati vendono i vigili del fuoco”

Il sindacato Usb si scaglia contro la Cgil, Cisl, Uil e Confasal nella videnda dei Vigili del Fuoco della Calabria

VVF“Inziamo questa forma di informazione per il bene dei lavoratori dei Vigili del Fuoco (permanenti,precari, operatori tecnici, sati) ma sopratutto per il cittadino, rinfrescando la memoria ai venditori di dolore e ai firmaioli di Montblanc di CGIL,CISL,UIL e CONFSAL di cosa è il sindacato, il sindacato “E’ IL LAVORATORE” e non un campo di sterminio del lavoratore, pochè questi stessi sindacati stanno favorendo l’istigazione al suicidio del lavoratore oppresso. Cittadino come già sai il tuo soccorso tecnico urgente è in ginocchio dopo la firma di questi burocrati; poichè il genere umano vuole sempre avere di più, ma quando a fare così è la società sindacale e questo meccanismo si trasforma in un monopolio governativo e alle lobby di potere che opprime la categoria debole “LAVORATORE” e li che ognuno di noi deve fare qualcosa per non farci prendere più in giro. Dopo l’incontro avuto giorni fà al Dipartimento del CNVVF per l’assunzione di tutti i precari VVF, per rientrare negli Standard Europei e nella direttiva L’Italia in 20 minuti, il verdetto è stato che questo Governo Renzi blocca e boccia qualsiasi tipo di fondi da destinare a un comparto di salvaguardia di soccorso a tutta la popolazione nazionale” afferma in una nota Giancarlo Silipo dell’Usb. “Il Dipartimento ha le mani tagliate e non può fare nulla a riguardo. Tutto questo è solo un’assaggio -prosegue- poichè la cosa più vergognosa e che noi lavoratori dei Vigili del Fuoco non possiamo accettare è che sempre questi sindacati in questioni di giorni firmaranno il licenaziamento di tutti i precari VVF e noi ancora una volta vorremmo ricordargli che i precari in questione sono la forza del 70% di tutto il Corpo dei Vigili del Fuoco, tutto questo “NON RINNOVO” porterà problemi non solo ai precari VVF ma anche ai permanenti, più che a loro alle loro tasche. Cantare bella ciao nelle piazze non basta – conclude- bisogna interpretare il ruolo che c’è stato assegnato e non quello che alcuni hanno intrapreso autonomamente”.