Alluvione in Calabria, perizia per chiarire le cause. L’esperto: “la natura si ribella”

Alluvione in Calabria: i magistrati vogliono inoltre verificare “se ci siano eventuali presenze di zone a rischio” e vi siano state, negli anni scorsi, “trasformazioni del territorio, potenzialmente produttive di rischio idrogeologico”

Alluvione (1) Stabilire se le cause dell’alluvione che ha colpito Rossano e Corigliano Calabro siano “naturali” oppure “legate all’opera umana“. E’ quanto la Procura di Castrovillari ha chiesto al geologo Carlo Tansi, incaricato di redigere una perizia sul nubifragio dello scorso 12 agosto. I magistrati vogliono inoltre verificare “se ci siano eventuali presenze di zone a rischio” e vi siano state, negli anni scorsi, “trasformazioni del territorio, potenzialmente produttive di rischio idrogeologico“. Dalle conclusioni dell’analisi dell’esperto si potrà capire se vi siano state responsabilità di amministratori e privati per le conseguenze dell’alluvione. Durante l’ondata di maltempo si sono rotti in particolare gli argini del torrente Citrea che, straripando, ha invaso di fango molte zone di Rossano. I quesiti dovranno trovare risposta nella relazione del geologo entro una settantina di giorni. “Dove l’uomo ha creato artificiali dighe mediante la costruzione di manufatti di qualsiasi genere la natura si è ribellata riprendendosi quello che le apparteneva provocando danni materiali a cose”. E’ l’analisi dell’esperto in agraria e forestazione Roberto Sabatino, che ha svolto un sopralluogo per conto di privati a Rossano Calabro, colpito dall’alluvione del 12 agosto. “Il territorio in generale ha tenuto; i danni –spiega- sarebbero potuti essere molto più di quanto sono stati. Ciò non e avvenuto laddove la manutenzione del territorio agrario è stata costante e razionale”. Quanto ai danni in agricoltura, Sabatino afferma: “Le aziende agricole che non hanno chiuso i fossi e che al contrario in modo razionale hanno attuato e mantenuto la manutenzione e la pulizia dei fossi di convogliamento e di raccolta delle acque meteoriche hanno subito danni di lieve entità consistenti in fenomeni di erosione superficiale del terreno. Ciò non significa che non hanno subito alcun tipo di danno ma che i danni rispetto ai temporali di forte intensità sono stati fortunatamente contenuti”. Al contrario, rileva Sabatino, “laddove i fossi sono stati chiusi ed annullata l’antica rete idraulica i danni sono stati ingenti. I risultati e i danni dovuti all’incuria e all’irrazionale gestione del territorio hanno cagionato enormi danni alle colture agrarie e al territorio”.