Brezza sullo Stretto, destino che torna ad intrecciarsi: Reggina e Messina, copione da Oscar

Un ultimo canto del cigno che non è bastato, scenografia degna di un copione da Oscar: Reggina e Messina, intrecci sullo Stretto. Con il pallone che unisce e la brezza che allontana, gelida e amara ma che resterà indelebile sulla pelle

Reggina Messina derby playout (66)Profumo di derby che sembra svanire sempre più veloce all’orizzonte, vento che porta via ogni brandello di speranza, perché l’ultimo canto del cigno è stato davvero degno di una regia da Oscar. Reggina e Messina, destini che si intrecciano, sogni che riprendono vigore improvvisamente per poi trasformarsi in un incubo senza fine, da cui non basta un semplice pizzicotto per svegliarsi magari con il cuore che batte forte fino alla gola.

Reggina e Messina due sponde di una stessa passione: il mare a separarle, il pallone a far da filo conduttore. A scaldare cuori ed accendere passioni, far piangere o sorridere di gioia: tutto sempre a mille all’ora, perché qui nessuno è abituato a risparmiarsi. Mentalità tutta Made in Sud, orgoglio che non conosce regione.

Eppure, lo immaginavamo che sarebbe stata un’estate calda per Reggina e Messina, lo abbiamo più volte ribadito dalle colonne di StettoWeb: sapevamo che il derby del 30 maggio sarebbe potuto non bastare, che la squadra che lo avrebbe vinto avrebbe comunque rischiato di sparire dal calcio mentre chi lo avrebbe perso avrebbe poi potuto sperare nel ripescaggio in base alle vicissitudini societarie di due club in seria difficoltà economica.

Poi quel derby l’ha vinto la Reggina, il Messina è finito in D ma adesso la situazione sembra ribaltarsi. Sbalzi d’umori repentini, emozioni che ogni tifoso ha bene impresse sulla pelle. Marchio indelebile, destinato a restare eterno. Oggi il Messina è vicino al cambio societario e spera, crede fortemente alla riammissione in Lega Pro.

A Reggio, invece, il calcio è morto: sulla Reggina è stata riposta la parole fine, dopo che anche l’ultimo disperato tentativo non ha dato l’esito sperato. La possibilità che si costituisca da zero una nuova società che possa iscriversi al campionato di Serie D c’è ma è remota, e da queste parti nessuno ha più voglia di illudersi. Una speranza portata via dalla brezza leggera che sale sullo Stretto, spettacolo incantevole ma da un retrogusto così amaro da non riuscire proprio a farci l’abitudine.