Sicilia, Crocetta: “io crocifisso, tentano un golpe. Volevano il mio suicidio, non mi dimetterò”

Regione Sicilia, la replica del governatore Crocetta dopo il caso nato dalla presunta intercettazione su Borsellino

Foto LaPresse - Gugliemo Mangiapane

Foto LaPresse – Gugliemo Mangiapane

 ”Non mi dimetto, sono un combattente e un combattente muore sul campo. Se lo facessi la darei vinta ai poteri forti. Qualcuno ha voluto mettere a segno un golpe, volevano determinare le mie dimissioni o il mio suicidio. E trovo assurdo che organi istituzionali abbiano espresso giudizi senza fare le dovute verifiche con la Procura. Il Pd vuole le mie dimissioni? Mai, mi sfiducino se vogliono, cosi’ si renderanno complici dei golpisti e passeranno alla storia come coloro che hanno ammazzato il primo governo antimafia della storia siciliana. Ho sentito che su di me circolano altre voci, alcune riguardano la mia sessualita’. Ma non c’e’ un bel niente, io non ho nulla da nascondere. Non c’e’ nulla su di me, la mia storia e’ limpida. Il governo nomini subito una commissione d’inchiesta per accertare quali servizi deviati e quali poteri oscuri abbiano tentato di farmi fuori. Ieri l’ho chiesto al ministro degli Interni Alfano. L’Espresso se ha il materiale lo consegni ai magistrati, se non ce l’ha, e non ce l’ha, la cosa e’ molto grave e vergognosa. Ma ne rispondera’ davanti alla giustizia“. Con queste parole il governatore della Sicilia Rosario Crocetta commenta con l’ANSA dalla propria abitazione di Tusa, nel messinese, i recenti fatti di cronaca che hanno letteralmente terremotato la politica siciliana.