Sicilia, Crocetta chiede i danni all’Espresso e si prepara alla lotta parlamentare. Il Pd pensa alle elezioni fra Borsellino e Bianco

Il presidente della Regione vuole 10 milioni di euro dal settimanale che ha pubblicato l’intercettazione-fantasma su Lucia Borsellino. Crocetta denuncia il dossieraggio subito e prepara l’offensiva in Aula. Il suo partito, intanto, pensa alla sfiducia e valuta quale nome spendere per la futura campagna elettorale

Vincenzo Lo Re - foto LaPresse

Vincenzo Lo Re – foto LaPresse

Se il buongiorno si vede dal mattino, le intenzioni del Governatore Crocetta a poche ore dallo scontro in Aula non sembrano delle migliori. Stamane, infatti, Vincenzo Lo Re, legale del Presidente della Regione, ha tenuto una conferenza stampa in merito all’intercettazione-fantasma rivelata dall’Espresso, preannunciando una citazione per danni milionaria. “Chiederemo 10 milioni al direttore e ai giornalisti – ha affermato l’avvocato in questa sede – poiché le dichiarazioni di Lo Voi smentiscono categoricamente qualsiasi giallo. Se qualcuno ha l’intercettazione, la tiri fuori così capiamo se sia o meno una polpetta avvelenata“.

Ma Manfellotto è in buona compagnia: anche Pietrangelo Buttafuoco, in virtù di un pezzo pubblicato sul Fatto Quotidiano, sarà chiamato a rispondere delle sortite su Crocetta. Nel pezzo l’opinionista siciliano raccontava di come, poche ore dopo il verdetto dell’ultima tornata regionale, Antonio Presti avesse chiamato “buttana” il presidente Crocetta, invitandolo scherzosamente a non far aspettare oltre i giornalisti. Narrazione, questa, smentita dal diretto interessato e dunque passibile di querela a giudizio di Lo Re.

Fausto Raciti - foto LaPresse

Fausto Raciti – foto LaPresse

Sotto il profilo politico, incassata l’offensiva di Manfredi Borsellino, Crocetta deve fare i conti con un Partito Democratico dilaniato. Raciti ha denunciato il cerchio magico attorno allo scranno più alto di Palermo, “un cerchio diventato un governo parallelo, un sistema di rapporti che vede coinvolti l’ex magistrato antimafia Antonino Ingroia, l’ex presidente dell’Antimafia Beppe Lumia, il medico che sparlava di legalità Matteo Tutino, il manager di Villa Sofia Giacomo Sampieri, e altri registi non proprio occulti“. Un’autentica scomunica da parte del segretario del Pd isolano, che non ha citato espressamente Antonello Montante, altro uomo vicino alla “ditta” di Gela, ma che ha lanciato una chiara allusione all’ex Confindustria.

A questo punto due scenari sembrano fortemente probabili. Il primo porta alle dimissioni immediate o alla sfiducia tempestiva di Crocetta, alla costituzione di una nuova maggioranza in seno all’Ars, magari chiamata a gestire l’ordinaria amministrazione. Il secondo scenario porta invece ad elezioni anticipate, con un movimento renziano diviso fra chi vorrebbe riabilitare l’immagine del Pd promuovendo la candidatura di Lucia Borsellino e chi, invece, punterebbe ad una soluzione soft, ovverosia la ricostruzione di un centro-sinistra allargato sotto la guida di Enzo Bianco.

Enzo Bianco - foto LaPresse

Enzo Bianco – foto LaPresse

Il nome di quest’ultimo non è ancora trapelato pubblicamente, ma i rumor sulla sua ascesa si susseguono da mesi. Perfino il silenzio in questo delicato frangente appare sospetto ai suoi critici, che già lo accusano di essere pronto a trattare sottobanco con l’ex sindaco di Gela per condurre il Megafono a più miti consigli in vista della campagna elettorale. Il motto è sempre lo stesso: aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più.

Tutti questi ragionamenti vertono però su uno scenario periclitante, ovvero sul crollo repentino dell’Esecutivo. Crocetta, ad oggi, ha detto che non accetterà il martirio e che non intende rinunciare a combattere il malaffare. Frasi che non suonano precisamente come una resa, semmai somigliano ad una chiamata alle armi. E proprio la capacità istrionica del Governatore rischia di condurre alla paralisi la politica siciliana, rendendo il Pd – di fronte agli elettori – la forza responsabile dello sfacelo odierno. I 5Stelle, frattanto, sentitamente ringraziano.