Reggio, Serranò: “ripristiniamo gli hospice della provincia”

Serranò: “il Commissario ad Acta Ing. Massimo Scura dovrà provvedere con urgenza alla rettifica del Decreto n. 77 del 6.7.2015 che egli stesso ha firmato approvando una incomprensibile ed impopolare rimodulazione degli 84 posti letto di Hospice in fase di progettazione e di completamento sul territorio calabrese”

sanitàIl Commissario ad Acta Ing. Massimo Scura dovrà provvedere con urgenza alla rettifica del Decreto n. 77 del 6.7.2015 che egli stesso ha firmato approvando una incomprensibile ed impopolare rimodulazione degli 84 posti letto di Hospice in fase di progettazione e di completamento sul territorio calabrese. Il Decreto 77 ha cancellato l’Hospice di Melicucco programmato con i fondi della legge 39/1999, collocato presso l’ex ostello della gioventù la cui conversione approvata con Decreto ministeriale dell’ 11.10.2002, è costata 700.000 euro. La ristrutturazione completata già dal 2013 non ha comportato l’avvio dell’attività sanitaria per una precisa scellerata volontà politica e per una altrettanto esecrabile indifferenza degli amministratori dell’ ASP di Reggio Calabria che sino a qualche mese fa hanno condizionato lo sviluppo dei servizi e delle strutture sul territorio provinciale, impedendo l’utilizzo appropriato di fondi finalizzati ed incassati dal dicembre 2010 che sarebbero potuti servire anche per l’avvio della struttura Hospice di Melicucco. Per questa ragione, che il coordinamento regionale delle cure palliative e i dirigenti regionali ben conoscono e che hanno inutilmente contrastato, l’Hospice di Melicucco è rimasto in balia di vandali e ladri che hanno divelto porte, distrutto sanitari e rubato il rame degli impianti di riscaldamento. Anche l’Hospice di Siderno che non subisce cambiamenti nella nuova rimodulazione sarebbe stato fruibile già un paio di anni fa se non fosse stato anch’esso lasciato nell’abbandono e nell’incuria e quindi oggetto di attrazione di ladri su commissione che hanno rubato il rame dagli impianti appena installati” afferma in una nota Paola Serranò, consigliere comunale del Pd di Reggio e dirigente Asp. “Eppure il Decreto si esprime in termini di “economicità… di coerenza con il programma operativo 2013 – 2015… di obbligo di ri-funzionalizzazione del patrimonio ospedaliero… di investimenti onerosi”. Ma di cosa si intende parlare? Stiamo riprogettando un piano industriale o offrendo una preziosa opportunità di cura a persone che vivono nella sofferenza e che chiedono rispetto e dignità nella fase finale della loro vita? Perché non diciamo con chiarezza che questa rimodulazione è servita per offrire alla provincia di Cosenza che per dieci anni non ha saputo individuare un luogo dove collocare un Hospice a completamento dell’offimageserta assistenziale garantita da quello di Cassano e che oggi propone 10 posti letto presso l’Ospedale di Rogliano? Quanti altri soldi pubblici -prosegue- serviranno per realizzare questo nuovo Hospice? Se davvero si vuole intravedere la necessità di distribuire in forma più omogenea questa specifica offerta assistenziale sul territorio regionale per rendere più accessibile il raggiungimento di tali centri alle persone che ne hanno bisogno perché non investire con risorse regionali così come peraltro viene citato nel decreto senza però sottrarre 12 posti letto ad un territorio che possiede una popolazione residente più numerosa rispetto a quella del territorio di Paola e che da 12 anni attende che vengano messi a disposizione dei cittadini questi letti ed il progetto gestionale ad essi connesso? Cosa diremo loro se davvero le porte dell’Hospice di Melicucco non dovessero mai aprirsi? L’ azienda Sanitaria provinciale di Reggio Calabria così facendo perderà 12 posti letto sacrificati in nome di una economicità che in questi anni è stata subita soltanto dai cittadini ma che in realtà ha rappresentato per politici ed amministratori fortemente disattenti solo un termine privo di significato, indifferenti e cinici a qualsiasi bisogno di salute della popolazione calabrese. L’area tirrenica della provincia reggina priva da sempre di servizi alternativi all’Hospice come l’assistenza domiciliare specialistica necessita davvero in modo essenziale di questi posti letto per persone affette da malattie inguaribili. La gestione Commissariale guidata dal Dr Santo Gioffrè in più occasioni ha manifestato al Commissario Scura e al Sub Commissario Urbani la disponibilità eventuale a trovare altre soluzioni strutturali entro cui collocare i 12 posti letto di cure palliative ma non ha mai inteso acconsentire alla perdita di questa necessità assistenziale. A Maggio scorso presso il Dipartimento della Salute di Catanzaro è stata presentata una versione dichiarata come definitiva del decreto suddetto, ai rappresentanti aziendali delle cure palliative dove però non vi era ipotesi di cancellazione della struttura di Melicucco ne della cancellazione che ci auguriamo sia solo una svista, di un posto letto presso l’Hospice di Reggio Calabria.! Ci domandiamo perché questa affrettata decisione senza essere passata dalla valutazione della Commissione Regionale delle cure palliative? La distribuzione regionale dei posti letto di Hospice è stata definita dal Decreto Ministeriale n. 43 del 2007. Il decreto stabilisce un posto letto di Hospice ogni 56 ammalati di tumore. Sappiamo che l’ASP di Reggio Calabria è inadempiente da anni nella segnalazione alla regione del numero della sua popolazione oncologica ma ciò deve trovare soluzione in ambito strettamente tecnico non deve produrre ricadute negative sulla vita dei cittadini di Reggio e provincia!! Continuando nella lettura del Decreto 77, troviamo un Hospice pediatrico collocato presso l’ospedale “Ciaccio” di Catanzaro. Ma di cosa stiamo ragionando? Di un Hospice dentro un ospedale? Ma gli Hospice non sono ospedali ancor meno se debbono accogliere minori. Chi lo ha proposto disconosce l’Accordo Stato – Regioni del 25 luglio 2012 che contiene il programma nazionale per la realizzazione della rete di cure palliative e terapia del dolore pediatrica. Disconosce anche che la Commissione Ministeriale sulle cure palliative pediatriche ha sempre sottolineaSanità:ospedale Serra San Bruno;comitato, "no a tagli assassini"to l’assoluta necessità che il bambino inguaribile sia affidato ad un pediatra esperto in cure palliative e non ad un ematologo o ad un oncologo. Disconosce anche che a Lauria in Basilicata ma al confine con la Calabria sta già sorgendo un Hospice pediatrico che potrà servire il Nord della regione. Per tutte queste ragioni non è ammissibile collocare in ospedale e a Catanzaro dei post letto di Hospice pediatrico! L’unica esperienza di cure palliative pediatriche – aggiunge- si sta sviluppando da due anni sul territorio provinciale di Reggio Calabria su iniziativa di una Associazione di volontariato,” La Compagnia delle stelle” onlus, con il supporto della Fondazione con il Sud e avente come partners l’Unità di cure palliative dell’ASP di Reggio Calabria e il Dipartimento di scienze umane dell’Università di Messina. Tutto ciò, per far capire a chi ha rimodulato la rete degli Hospice e completato l’offerta assistenziale di cure palliative che deve poter fare un passo indietro. Glielo chiedono i cittadini, le organizzazioni di volontariato, gli operatori impegnati nei servizi e nelle strutture eroganti cure palliative. Lo chiede la politica locale quella da poco insediatasi con la ferma volontà di essere strumento duttile nelle mani di chi vuole che le proprie istanze, idee ed aspettative vengano seriamente ascoltate dai veri protagonisti della nostra terra di Calabria, i cittadini che la abitano. Il Partito Democratico del Comune di Reggio Calabria desidera fare proprio l’appello che vuole raggiungere il Commissario Scura perché rettifichi immediatamente il Decreto 77 ed avvii un rapido ma necessario confronto con i Sindaci e i cittadini dei comuni interessati ad accogliere i nuovi Hospice mantenendo gli impegni assunti nel passato per non deludere ne penalizzare le aspettative delle comunità locali”. Per ultimo Serranò si rivolge al commissario sanità: “Commissario Ing. Scura, riaccendiamo la Luce negli Hospice che sono ancora nel buio, alimentiamo la Speranza che in questa regioni sia finalmente possibile progettare una Sanità sobria, ben organizzata, coraggiosa nel correggere gli sprechi ma soprattutto che sia il risultato cercato con tenacia e perseveranza di un ampia condivisione da parte di coloro che la Sanità la vivono e la tutelano, operatori solerti e cittadini fiduciosi, in un futuro più giusto e solidale.”