Reggio, Romeo (Pd): “è chiaro che la scelta del nuovo esecutivo regionale non è figlia di Rimborsopoli”

consiglio_regione_calabria-“La fase aperta dalla nomina della giunta accresce e valorizza le responsabilità dei consiglieri regionali e della maggioranza di governo. Il quadro è inedito: il consiglio regionale è chiamato a svolgere, senza equivoci ed ambiguità, le funzioni ad esso assegnate dalla Carta Costituzionale e dallo Statuto regionale. La funzione politico-istituzionale del consiglio non è, dunque, depotenziata, ma diviene semmai più impegnativa ed esaltante. Nessuna commistione, da oggi, tra l’attività amministrativa e quella di legiferazione. Hic Rhodus, hic salta. Sono certo che la comprensibile amarezza per aver dovuto interrompere il buon lavoro avviato in questi mesi all’Assessorato al lavoro, non impedirà a Carlo Guccione di continuare ad essere protagonista dell’attuazione del progetto di cambiamento” afferma in una nota Sebi Romeo capogruppo Pd in consiglio regionale. “Carlo è dirigente fin troppo avveduto ed esperto per non capire che oggi non è in gioco il destino politico dei singoli, ma è alla prova la capacità di condurre la Calabria fuori da una condizione di impoverimento fisico, morale, economico e sociale che non ha precedenti. È fin troppo chiaro che la scelta della squadra di governo non è figlia di “rimborsopoli”, ma è la ferma risposta per fronteggiare i devastanti effetti che l’antipolitica sta generando, fino al punto di minacciare la tenuta dei livelli minimi di coesione sociale. Nè cedimenti nè inseguimenti a spinte populiste e giustizialiste, dunque. Il presidente Oliverio ha -prosegue- inteso assumere su di se la responsabilità ed il coraggio di tracciare una linea di netta demarcazione e discontinuità con la palude del passato ed ha inteso evitare così che anche l’attuale legislatura venisse inghiottita da questa palude. Le scelte sono state compiute in piena autonomia, in Calabria e per la Calabria, e vedono coinvolte personalità calabresi espressione di competenze,sebi romeo professionalità ed esperienze amministrative che nulla hanno a che vedere con le rituali lottizzazioni correntizie che di solito avvengono sui tavoli romani. Dal Nazareno, proprio per questo, a partire da Renzi, sono stati espressi solo unanimi apprezzamenti e piena condivisione. È un problema di agibilità politica e democratica, da qui bisogna ricostruire le condizioni per esercitare il mandato elettorale senza tradire la fiducia degli elettori. Prima di tutto restituendo la speranza e indicando la via verso il futuro proprio ai calabresi. Sono sicuro – aggiunge- che Guccione ha chiaro questo imperativo. Se non avesse declinato l’invito, egli sa bene che il presidente ha insistito perché insieme discutessimo sulle ragioni, sul metodo e le proposte che avrebbero determinato la formazione della giunta. Lo ha fatto con Scalzo e Ciconte, non avrebbe avuto motivo di non farlo anche con lui. Una disponibilità al dialogo che sono certo troverà ancora sede e contenuti. Questa giunta non è la dimostrazione della debolezza della politica, ma è essa stessa una forte e coraggiosa scelta politica. Oliverio ha interpretato così la rappresentanza di una politica che con determinazione e sicurezza intende rivolgersi alla maggioranza, alle minoranze del consiglio regionale ed all’intero sistema politico calabrese per mettere in campo, con la fase che si è aperta – conclude- una opportunità per dare slancio e credibilità all’immagine della istituzione e riallacciare un rapporto di piena fiducia con i cittadini”.