“Reggio, Roma, Città Metropolitana: è la giustizia che manca”. Interessante dibattito

45 anni rivolta (13)Partire  dalla Rivolta del 1970 per giungere alla Città Metropolitana, attraverso la storia e all’interno di un percorso che caratterizza la politica di Reggio Calabria e il suo spirito. Questo era l’intento del “Comitato 14 luglio” e del “Centro Studi Tradizione Partecipazione” che hanno organizzato, fra le altre iniziative per Il 45° anniversario dei fatti di Reggio, un incontro-dibattito curato da tre testate online locali che hanno voluto fotografare “i giorni della rabbia” con occhi distaccati e alla luce delle possibili evoluzioni politiche e amministrative.

A Piazza “Martiri della Rivolta” (dove nelle scorse settimane i militanti delle varie associazioni, movimenti e partiti che hanno aderito al “Comitato 14 luglio” avevano operato una profonda azione di bonifica e pulizia, ricollocando anche le targhe che ricordavano i caduti di Reggio, divelte qualche giorno prima da teppistelli vigliacchi e incivili), Cmnews, Strettoweb e Il Metropolitano si sono dati appuntamento per aprire un dialogo con  i presenti e tentare di fare emergere l’unicità di un episodio storico che è stato frainteso e che ancora oggi non è stato compreso dai suoi cittadini.

All’incontro moderato dalla giornalista Teresa Munari, erano presenti il direttore Antonio Giuseppe D’Agostino, il direttore Giuseppe Caridi ed Ernesto Siclari i quali, dopo un breve excursus storico che ha ricordato la valenza e l’importanza della città di Reggio in tutto l’arco del Mediterraneo, si sono confrontati sul  che quei giorni possono avere con la contemporaneità, sopratutto alla luce della costituenda Città Metropolitana.

Un dialogo a più voci che ha riconosciuto il raggiungimento dell’obiettivo grazie all’intuizione dell’allora sindaco Giuseppe Scopelliti e che oggi, con un nuovo corso amministrativo, non deve essere disperso.

Stuzzicati dalla moderatrice, i due direttori responsabili e Siclari hanno discusso delle vicende che trovano un parallelo con i moti esplosi quel fatidico 14 luglio 1970, quando la città è stata depredata del legittimo titolo del capoluogo.

Anche oggi la città sembra vivere la stessa contingenza economica-sociale, con un appiattimento che sembra essere dettato da quel commissariamento che universalmente viene riconosciuto come ingiusto e illegittimo, anche alla luce di quanto sta avvenendo nella Capitale.

Diverse le posizioni su questo tema, ma un’unica certezza la necessità di modificare una legge iniqua che potrebbe creare (dopo la decisione di non sciogliere il Campidoglio) cittadini di serie A e cittadini di serie B e che parte dalle considerazioni di carattere politico fatte dal premier Matteo Renzi durante la trasmissione “Porta a Porta”, su Rai 1.

Durante l’interessante e qualificato dibattito, al quale hanno partecipato l’on. Fortunato Aloi, l’avv. Pino Verdirame, l’avv. Oreste Romeo, l’on. Paolo Romeo, l’avv. Pasquale Morisani, è emersa anche l’inerzia con cui le amministrazioni deputate alla costituenda Città Metropolitana stanno trattando il passaggio, che dovrebbe spingere Reggio a svincolarsi da quel potere determinato dall’asse Cosenza-Catanzaro e che richiama agli interessi che avevano provocato quei giorni caldi.

Ma quello che manca, il vero ago della bilancia, è la volontà popolare che oggi aspetta supinamente le decisioni di una classe politica che sembra essere staccata dalla sua base e che non riconosce più nel popolo la sua più intima essenza.

Per questo motivo, grazie anche al contributo del “Comitato 14 luglio“, l’incontro si è trasformato anche in una discussione sulla ricostruzione del centrodestra, scosso dai recenti avvenimenti politici,  che oggi potrebbe essere il motore di una crescita non solo sociale, ma anche politica e civile, ma che non è esente da colpe e responsabilità che ne hanno minato l’integrità.

Un tentativo di rinnovamento che fa capo a quella evoluzione che la città di Reggio stava registrando prima dello scioglimento e che qualcuno vuole sia stata interrotta con un’operazione chirurgica dettata da “altri interessi” e da una disinformazione che ha portato la cittadinanza a perdere la sua identità unitaria e a vivere una divisione interna, una lotta fratricida, che contrasta con quell’unità dimostrata dalle barricate e dalle giornate del 1970.

La stessa coscienza di popolo che, piuttosto che animare nuove rivolte, dovrebbe pungolare le amministrazioni comunali e provinciali, affinché tramite l’obiettivo della Città Metropolitana possano staccare Reggio da quel cordone che la lega alla politica Regionale e agire definitivamente sulla base di quanto era nelle intenzioni di chi ha ottenuto la realizzazione di un progetto che potrebbe rappresentate, come il capoluogo nel 1970, un salto quantico per la città.

Le iniziative organizzate dal “Comitato 14 luglio” e dal “centro Studi Tradizione Partecipazione”, con il patrocinio della Fondazione di A.N., proseguono oggi alle ore 20,30 presso la “Terrazza Futurista” con la proiezione del documentario realizzato dal compianto giornalista Domenico Calabrò “Reggio: dalla Rivolta alla Riconciliazione” e si concluderanno domani, sempre sulla “terrazza”, con l’incontro fra l’ex sindaco Demi Arena e il direttore del “Garantista” Piero Sansonetti, che si confronteranno sul tema “Viviamo in uno stato di diritto?”