Reggio, Ripepi: “tutti zitti mentre svuotano la città metropolitana”

Ripepi: “bisogna riconoscere che l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria sta profondendo grandi energie e le migliori risorse per raggiungere un risultato da molti ritenuto impossibile: far naufragare la Città Metropolitana prima che nasca”

Reggio Calabria Città Metropolitana“Bisogna riconoscere che l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria sta profondendo grandi energie e le migliori risorse per raggiungere un risultato da molti ritenuto impossibile: far naufragare la Città Metropolitana prima che nasca. Per raggiungere questo ambizioso risultato istituisce una nuova figura, ignota fino a oggi nel Diritto degli Enti locali: il chiuditore tardivo di stalle e, conscia delle difficoltà da superare, affida l’incarico a ben due esponenti contemporaneamente, non a uno solo. Si dirà: è la solita polemica pretestuosa dell’opposizione che, per partito preso, contesta ogni atto dell’Amministrazione. Con questo caldo poi! Giudicate voi: i due cirenei, novelli Totò e Peppino, incaricati di pietire da Oliverio l’assegnazione di deleghe e risorse per la Città Metropolitana anche in materia di agricoltura, probabilmente le scorse settimane si trovavano in vacanza, forse per accompagnare il sindaco nel suo viaggio di nozze: quindi non si sono potuti accorgere che nel frattempo la Regione Calabria ha già approvato la legge di riordino delle funzioni di province e città metropolitane, guardandosi bene dall’attribuire le benchè minime deleghe e risorse alla città metropolitana” afferma in una nota Massimo Ripepi consigliere comunale di Forza Italia. “Ma non è giusto prendersela con due ragazzini, tutto sommato sprovveduti e alle prime armi: ben maggiori responsabilità hanno i professoroni che fanno loro da consiglieri, ma che forse erano pure loro in vacanza o impegnati (invano…) nella caccia a una poltrona di assessore regionale. E che dire della deputazione regionale reggina? Questi si che hanno dimostrato tutta la propria statura politica: non possono certo dire che non c’erano, c’erano ma forse dormivano, mentre veniva sancito il definitivo affossamento della Città Metropolitana nelle sue funzioni essenziali, riducendola di fatto a meno di una provincia. Stupisce anche il silenzio degli assessori e dei consiglieri provinciali in carica: a che titolo i due cirenei hanno interloquito con Oliverio? A che titolo il Direttore Generale della Provincia, invece di coinvolgere i rappresentanti istituzionali dell’ente che sarà sostituito dalla Città Metropolitana si rivolge a quelli di uno dei 97 comuni, sebbene il capoluogo? Forse sta tentando di garantirsi un futuro in continuità? In effetti -prosegue- sono tanti i volponi della vecchia politica che stanno giocando sugli equivoci e sulla mancanza di chiarezza: si vuole far passare l’idea che la Città Metropolitana sarà essenzialmente un fatto che riguarderà il Comune di Reggio, quasi che la giunta del capoluogo sarà la giunta della Città Metropolitana e i delegati del sindaco del Comune avranno lo stesso titolo per tutto il territorio metropolitano. Notizie dagli altri 96 comuni? C’è nessuno? Vi va bene così? O state aspettando che qualche maggiorente del PD vi tiri qualche ossicino da spolpare in cambio di un comportamento da yesmen? Visti questi risultati -aggiunge-  non rimane che sperare in un sussulto di dignità dei nostri parlamentari, che finora in verità non si sono certo distinti per dinamismo: occorre urgentemente riportare il dibattito nella sede legislativa, affinché vengano adottati provvedimenti urgenti che attribuiscano ope legis funzioni e risorse alle Città Metropolitane (a tutte, non solo a Reggio), che tengano conto dei reali fattori di metropolizzazione delle città. Trasporti, Sanità, Ricerca e Innovazione, Attività Produttive (anche agricole), Turismo, solo per fare alcuni esempi, devono poter essere governati dalle Città Metropolitane, pena il loro significativo depotenziamento. In alternativa – conclude- va pensata almeno una regia istituzionale univoca, la Conferenza Stato-Città metropolitane per esempio, all’interno della quale chiedere al governo l’immediata assegnazione diretta delle deleghe strategiche allo sviluppo, che le regioni stentano a mollare; tutto questo per evitare l’ennesimo fallimento di una riforma annunciata ma attuata solo sulla carta”.