Reggio: lezione per la “formazione di capisquadra per la caccia al cinghiale in braccata e battuta”.

Ventisette ore di lezione, divise in tre weekend, per la “formazione di capisquadra per la caccia al cinghiale in braccata e battuta”

Campisi Russo Rao Raffa Iero e LaganàVentisette ore di lezione, divise in tre weekend, per la “formazione di capisquadra per la caccia al cinghiale in braccata e battuta”.  Il progetto, varato in sinergia dall’Amministrazione provinciale  e dall’Ambito Territoriale di Caccia “RC1”, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa che ha avuto luogo nella biblioteca della sede storica della Provincia di Reggio Calabria.  Ad illustrarlo ai giornalisti, il presidente dell’Ente, Giuseppe Raffa;  l’assessore alla Caccia, Gaetano Rao; l’assessore alla Formazione professionale, Piero Campisi; il presidente e il segretario dell’ATC “RC1”, Tino Laganà e Domenico Iero.  Il corso, che si svolgerà nella sede della Provincia di Spirito Santo, è riservato a 103 cacciatori componenti  di altrettante squadre che, annualmente, secondo l’apposito calendario, prendono parte alla caccia al cinghiale.  Nel programma didattico , composto da tre moduli (base, parte specifica e prassi gestionale e tecnica venatoria), saranno trattati argomenti  di ecologia, di riqualificazione ambientali, morfologia della specie; si discuterà anche di ciclo biologico,  di norme comportamentali  in materia si sicurezza  personale e sanitaria,  di aspetti regolamentari legate all’esercizio venatorio come  il rispetto delle regole.   Ogni squadra, composta da almeno 12 elementi,  potrà cacciare su un territorio assegnato di 300 ettari.  Il presidente dell’ATC Laganà ha tracciato un bilancio dell’attività dell’ambito territoriale di sua competenza, soffermandosi  sugli aspetti che caratterizzano le varie tipologie di caccia, in particolare da quella al cinghiale. Il segretario  Domenico Ielo, da parte, ha illustrato il progetto di formazione, che prenderà il via sabato prossimo,  spiegando  le finalità didattiche rispetto agli argomenti da trattare.  E se l’assessore Campisi, in particolare, si è soffermato  sull’importanza che riveste l’utilizzo dei cani, il suo collega all’Agricoltura ed alla Caccia, Gaetano Rao,  ha fatto una sintesi dell’impegno dell’Amministrazione provinciale in carica in materia di caccia, partendo dal commissariamento degli ambiti per focalizzare aspetti importanti  cone l’utilizzo di risorse, il ripopolamento, la sicurezza, l’importanza dell’osservanza delle regole  della salvaguardia   ambientale. Gaetano Rao ha rivendicato i meriti dell’Ente guidato da Giuseppe Raffa  che, anche nei confronti del comparto della caccia, continua a  svolgere  un ruolo propositivo:  da un lato garantisce  l’attività venatoria  e dall’altro è costantemente impegnato  nella tutela dell’ambiente e degli interessi del settore agricolo.

“Nell’immaginario collettivo, il cacciatore  appare in antitesi con l’ambientalismo. Niente di più sbagliato: le due cose sono complementari nella prevenzione dei danni che il cinghiale produce  all’agricoltura e  nel ristabilire l’equilibro naturale. In questo il cacciatore svolge  un ruolo importante”, sono le parole del presidente della Provincia Giuseppe Raffa, il quale, nel corso dell’incontro con i giornalisti,  ha sottolineato che l’Amministrazione da lui guidata  “ha investito in questo settore grandi risorse. Siamo partiti – ha detto – dal punto critico del commissariamento, ma sia stati anche artefici di numerose iniziative come il ripopolamento. Su questo versante – ha concluso il Presidente Raffa -   riteniamo utile la realizzazione di un apposito centro per  allevare selvaggina di qualità. Un impegno che produrrà anche dei benefici nel settore occupazionale”.