Reggio, lettera dei lavoratori Multiservizi ex Lsu-Lpu al presidente Oliverio

Lettera del Comitato dei lavoratori ex lsu/lpu ed ex art.7 della Multiservizi di Reggio al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio

multiservizi reggioLettera integrale del rappresentante del comitato dei lavoratori ex lsu/lpu ed ex art.7 della Multiservizi di Reggio Maurizio Mallamaci al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio:

COMITATO LAVORATORI EX LSU/LPU ED EX ART.7
DELLA MULTISERVIZI REGGIO CALABRIA SPA

Al Presidente della Giunta della Regione Calabria
dott. Mario Oliverio

e, p.c. al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria
dott. Nicola Irto

e, p.c. all’ Assessore alla Scuola, lavoro, welfare e politiche giovanili della Regione Calabria
dott.ssa Federica Roccisano

e, p.c. al Consigliere Regionale della Calabria
On. Sebastiano Romeo

e, p.c. al Sindaco del Comune di Reggio Calabria
Avv. Giuseppe Falcomatà

e, p.c. ai Spett.li organi di stampa

Oggetto: richiesta reintegro lavoratori ex LSU/LPU/ART.7, già stabilizzati nella MULTISERVIZI REGGIO CALABRIA SPA,
nel bacino regionale LSU/LPU/ART. 7 di provenienza.

Presidente Oliverio,protesta lavoratori ex multiservizi

leggiamo in queste ore del positivo risultato raggiunto dai colleghi Lsu/Lpu rimasti per tutti questi anni nel bacino dei lavoratori precari calabresi e che da ultimo, grazie ad un’altrettanto positiva norma contenuta nella legge finanziaria di quest’anno hanno avviato un percorso che li condurrà, speriamo, alla stabilizzazione a tempo indeterminato negli stessi enti utilizzatori. Come vede le nostre sono espressioni di piena solidarietà e fraterna soddisfazione per questi colleghi che giustamente dopo quasi 20 anni di sfruttamento ed impiego paragonabile nella sostanza al lavoro sommerso (quanto al mancato versamento dei contributi previdenziali) finalmente ottengono la giusta stabilizzazione, in seno agli enti, accedendo così ad un posto di lavoro nel pubblico impiego. Lei certamente è a conoscenza della paradossale situazione in cui una parte di questa forza lavoro, fino al febbraio 2007 in organico al Comune di Reggio Calabria, oggi si ritrova, a valle di una incresciosa vicenda di infiltrazione mafiosa che ha portato alla messa in liquidazione della società mista Multiservizi Reggio Calabria Spa nella quale una quota di circa 126 unità Lpu/Lsu/art.7 venne stabilizzata suo malgrado senza avere l’opportunità di scegliere se accettare di transitare o rimanere precari negli organici comunali. Non stiamo qui a tediare Lei e chi ci leggerà per conoscenza ed attraverso gli organi di informazione, che vorranno cortesemente darci spazio, circa l’ambiente “discutibile” ed il trattamento riservato a molti di noi lavoratori provenienti dal Comune da parte della proprietà privata che, di fatto, ha diretto l’azienda, evidentemente indisturbata dai dovuti controlli che l’ente comunale detentore del 51% del capitale e peraltro unico committente dei servizi erogati avrebbe dovuto esercitare. Mobbing vero e proprio per alcuni malcapitati, gravi discriminazioni per altri a tutto vantaggio di chi da questa esperienza ha tratto maggior profitto e comunque a scapito della collettività. Pratiche burocratiche sbagliate che hanno condotto per giunta alla esclusione dei lavoratori dal diritto ai normali ammortizzatori sociali, crediti per competenze dovute ancora non liquidati, compreso il trattamento di fine rapporto non del tutto versato agli organi competenti (INPS e previdenza complementare). Parlare di danno erariale per certi versi non è per niente esagerato e speriamo che la magistratura vada in fondo a questa vicenda e che chi ha avuto gravi responsabilità risponda delle proprie azioni e/o omissioni. Detto ciò (se vuole e lo ritiene opportuno avremo modo di argomentare e approfondire le questioni, se non altro per evitare che in futuro si perpetrino gli stessi errori) apprendendo del successo ottenuto in parlamento circa la vertenza attuale riguardante gli stanziamenti per la contrattualizzazione dei colleghi (e ci sia consentito definirci tali checché ne pensino coloro che ritengono il nostro status morto e sepolto per partito preso) da più parti nel nostro comitato si sono levate le voci di chi ancora spera in un intervento normativo che dia soluzione alla nostra situazione e ci tiri fuori dal limbo paradossale in cui siamo confinati ormai da circa un anno e mezzo. Vede, noi vorremmo argomentare partendo da un prinprotesta lavoratori ex multiservizi1cipio costituzionale che è quello dell’uguaglianza di trattamento e al quale nessuna norma può certamente sottrarsi. Noi e i colleghi oggi stabilizzati all’interno del Comune siamo figli della stessa norma e questo è un punto incontrovertibile. Certo è che al tempo della nostra stabilizzazione nella società mista qualcuno avrà pensato che quelli di noi obbligati ad accettare quella soluzione in fondo erano stati più fortunati degli altri, almeno “in teoria”. Comunque sia quella soluzione parziale nulla ha tolto a chi negli anni ha continuato ad essere impiegato seppur precariamente nell’ente Comune. La normativa del tempo, peraltro, non prevedeva alcuna forma di garanzia per noi Lsu/Lpu/art.7 stabilizzati nella mista in caso di fallimento o chiusura della stessa. Oggi paghiamo lo scotto di questa grave lacuna che invece è stata colmata per i nostri colleghi, laddove l’odierna norma ne prevede il reintegro nel bacino in caso di mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato attualmente sottoscritti. Il ragionamento è chiaro quindi e nel portarlo avanti invochiamo un principio giuridico sacrosanto in ambito di interpretazione delle norme: l’analogia. Chiediamo semplicemente che, analogamente, quanto giustamente previsto dal legislatore oggi per i colleghi stabilizzati non definitivamente negli organici degli enti venga esteso alla nostra fattispecie. E’ assurdo che nei nostri confronti, soprattutto da parte amministrativo-burocratica, si facciano spallucce assumendo un atteggiamento freddo e distaccato che sicuramente non testimonia la ben che minima presenza di onestà intellettuale nel trattamento della vicenda. Ad onor del vero, corre l’obbligo riconoscere e per ciò li ringraziamo, un interessamento in tal senso è stato profuso sia dall’On. Sebastiano Romeo con la proposta di un emendamento alla legge regionale, sia da parte del nostro Sindaco Giuseppe Falcomatà con una nota inviata alla Commissione tripartita. Ad oggi, purtroppo, non si ha notizia di esiti positivi. Presidente, ahinoi, l’unica riflessione che a consuntivo è lecito fare ed alla quale invitiamo con forza Lei e tutti gli interlocutori, in un estremo tentativo di richiesta di attenzione, rivendicando a gran voce il nostro diritto all’uguaglianza, è che in una realtà satura come la nostra di organizzazioni criminali mafiose, probabilmente la scelta di esternalizzare i servizi comunali (per giunta con le modalità a dir poco dubbie con le quali si è scelto il partner privato e si è esercitato il relativo controllo) ha portato a conseguenze disastrose per la collettività sia in termini economici che sociali. Alla fine, i commissari prima, in maniera “asettica”, gli organi amministrativi oggi in maniera scandalosamente “verginale”, ci dicono che noi lavoratori Lsu/Lpu/art.7 non siamo altro che semplici disoccupati, pur non avendo avuto nessuno alcuna responsabilità nel tragico epilogo della società mista, e come tali al pari di qualsiasi altro dovremo concorrere e partecipare a delle selezioni aperte a tutti per riappropriarci del nostro futuro. Con onestà intellettuale Le chiediamo se questo sia accettabile, costituzionalmente accettabile! Le chiediamo un deciso intervento Presidente, che ponga rimedio a questo stato di cose. Come è noto il Comune è determinato, alla luce dei fatti occorsi, alla costituprotesta lavoratori ex multiservizi3zione di Società in house interamente a capitale pubblico che soggiacciono alla normativa che regolamenta l’accesso al pubblico impiego per l’assunzione del personale. Il nostro reintegro nel bacino, anche senza previsione di sussidio e quindi non comportando alcun aggravio di bilancio, farebbe sì che i lavoratori, qui rappresentati da questo comitato e ingiustamente estromessi da un percorso virtuoso di stabilizzazione, riacquistino lo status originario cui hanno diritto e conseguentemente offrirebbe all’ente la possibilità di far riferimento all’ultima normativa in tema di stabilizzazione che deroga alla disciplina prevista. Con la presente e in tempi ristretti, in vista della prossima costituzione per atto notarile delle nuove società in house, si richiede un incontro interlocutorio per discutere delle soluzioni che sarà possibile concretamente porre in essere prima che ulteriori atti rendano più intricata e difficile la vicenda. Certi di un Suo deciso e definitivo intervento, rimanendo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e contributo alla soluzione della vertenza, in attesa di un pronto riscontro Le inviamo Distinti Saluti.

Il Presidente del Comitato
Maurizio Mallamaci