Reggio: istituito il Garante dei diritti delle persone private dalla libertà personale

Reggio, il Sindaco potrà nominare il Garante e fino a sette componenti del relativo Ufficio, che resteranno in carica per cinque anni e saranno rieleggibili una sola volta

palazzo san giorgio“La Commissione “Statuto e Regolamenti”, su proposta dei consiglieri Albanese, Castorina e Delfino, ha approvato delle modifiche al Regolamento per l’istituzione del Garante dei diritti delle persone private dalla libertà personale del Comune di Reggio Calabria. La principale modifica riguarda l’istituzione dell’Ufficio del Garante, che funga da coordinamento e da supporto all’attività dello stesso Garante, non essendo più pensabile che una singola persona possa, da sola, gestire le gravi problematiche carcerarie che, purtroppo, gravano sui due istituti penitenziari attualmente presenti nel nostro Comune. Il Sindaco potrà nominare il Garante e fino a sette componenti del relativo Ufficio (che resteranno in carica per cinque anni e saranno rieleggibili una sola volta), individuandoli fra persone residenti nel Comune di Reggio, di indiscusso prestigio e di notoria fama nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani e delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena e nei centri di servizio sociale” afferma in una nota Demetrio Martino, presidente della commissione “statuto e regolamenti”  del comune di Reggio. “Sia il Garante che i componenti del relativo Ufficio svolgeranno le proprie funzioni a titolo gratuito con l’assistenza del Servizio Integrazione multietnica e inclusione sociale del Settore Servizi alla persona, welfare e famiglia. Il Garante ed il suo ufficio – prosegue- opereranno per migliorare le condizioni di vita e di inserimento sociale delle persone private della libertà personale, fra l’altro, mediante la promozione di iniziative di sensibilizzazione pubblica sui temi dei diritti umani e dell’umanizzazione delle pene; la promozione di iniziative volte ad affermare per le persone private dalla libertà personale il pieno esercizio dei diritti; la realizzazione di specifiche attività di prevenzione, informazione ed educazione mirate alla riduzione dei rischi di suicidi in carcere; l’organizzazione di visite periodiche all’interno delle strutture penitenziarie per verificare la eventuale sussistenza di situazioni di rischio per l’incolumità, la sicurezza o la salute delle persone ristrette; l’organizzazione di colloqui periodici con i detenuti al fine di ricevere dagli stessi eventuali segnalazioni circa potenziali violazioni dei loro diritti. Entro il 30 giugno ed il 30 dicembre di ogni anno – conclude-  il Garante presenterà all’amministrazione comunale una relazione sull’attività svolta e sugli accertamenti espletati  e sui provvedimenti normativi ed organizzativi necessari al fine di migliorare le condizioni di detenzione e lo stato dei diritti umani”.