Reggio, dibattito “abitare la periferia” partendo dall’esperienza del Laboratorio urbano avviato ad Arghillà

Il dibattito svolto a Reggio su Abitare la Periferia è stato promosso dal LUM Arghillà, il Laboratorio ProCom Dipartimento ArTe dell’Unirc

foto luna ribelle_nSi è svolto mercoledì 15 luglio, presso i locali della Luna Ribelle, il dibattito su Abitare la Periferia promosso dal LUM Arghillà, il Laboratorio ProCom Dipartimento ArTe dell’Unirc, nell’ambito delle iniziative dell’INU per il Festival Nazionale Città Metropolitane che ha avuto luogo a Reggio Calabria. Oggi la giornata conclusiva. All’incontro hanno preso parte il Direttore del Laboratorio ProCom-Unirc Giuseppe Fera, l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Reggio Calabria Angela Marcianò, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Reggio Calabria Giuseppe Marino, il Direttore del Laboratorio Urbano Metropolitano Arghillà Francesco Morabito, il Direttore del Dipartimento ArTeUnirc Gianfranco Neri e il portavoce del sindaco Falcomatà, Franco Arcidiaco, il quale ha coordinato i lavori dell’incontro. Il tema centrale del dibattito è stato “la periferia come luogo dell’abitare”, partendo dall’esperienza del Laboratorio urbano avviato nel quartiere di Arghillà, situato a nord della città di Reggio Calabria, che è caratterizzato da condizioni e realtà complesse. La serata ha preso inizio con un video, elaborato dall’architetto Vanessa Tramontana, che raccontava l’esperienza del Laboratorio partecipato svoltosi ad Arghillà, ancora in itinere per la fase di realizzazione degli oggetti di design urbano. A seguire Arcidiaco ha aperto alcune finestre sul tema della periferia passando la parola all’architetto Morabito che ha descritto “la condizione di periferia e di marginalità che vivono alcuni quartieri come Arghillà, ma anche delle esperienze portate avanti in Argentina e della necessità di restituire, attraverso azioni progettuali, percorsi condivisi di quotidianità urbana.  Interessante è stata la posizione dell’Assessore Marcianò, la quale ha più volte sottolineato che la periferia è più una condizione mentale che reale, in cui si vuole rilegare condizioni o posizioni. Ha spiegato come il progetto dell’amministrazione Falcomatà, di cui fa parte, ha da subito iniziato a lavorare sulle condiziluna ribelle 2_ooni delle periferie affinché la città possa realmente raggiungere quella qualità di vita che da sempre si sbandiera. Nel raccontare la sua vicinanza alla comunità ha evidenziato quanto sia stato importante il suo incontro con Don Francesco, parroco di Arghillà, e ha spiegato come la collaborazione e l’impegno dell’amministrazione, dell’università e del laboratorio hanno dato la speranza, al quartiere ed a tutta la comunità, di una nuova prospettiva di luce e gioia. Mentre il Prof. Arch. Fera ha ribadito l’importanza dei laboratori come animazione territoriale in una realtà urbana-territoriale come quella di Reggio Calabria, dove la presenza di quartieri periferici può costruire una realtà urbana policentrica. Continua ancora Fera affermando che questo policentrismo deve stare alla base delle governance della futura Città Metropolitana. L’assessore Marino si è reso “partecipe delle azioni che, con l’amministrazione, sta portando avanti per migliorare le condizioni sociali, pregresse e difficili della città, ed ha spiegato come ci si sta preparando alla nuova realtà della città metropolitana”. Una lettura meno romantica è stata offerta dal Prof. Arch. Neri nel descrivere la periferia, o meglio i luoghi che definiamo con tale nome, in quanto sono luoghi in cui le persone vivono, lavorano, soffrono, hanno costruito e costruiscono la propria vita. E ancora, come afferma Neri, non possiamo pensare che ogni luogo possa esprimere questi valori del centro storico in quanto le stratificazioni umane e culturali, nonché le dinamiche di sedimentazione, sono completamente diverse. Per cui bisogna guardare avanti con un’ottica che focalizzi quelle realtà e non tenda a sovrapporne altre. A conclusione della serata, i Professori dell’Unirc Isidoro Pennisi e Carmine Ludovico Quistelli hanno omaggiato l’illustre Architetto Antonio Quistelli, al quale è stato intitolato il premio del Laboratorio AbitaZone per Arghillà. L’architetto, primo rettore della Facoltà di Architettura, nel redigere il Piano Regolatore della città, aveva già intuito il potenziale di questa area. Le iniziative come queste diventano il mezzo attraverso il quale dare vita ad un progetto di rigenerazione urbana, affinchè “le piccole periferie, a volte troppo marginali, costituiscano delle centralità quali motore delle Città Metropolitane”.