Reggio, caos Sogas: “gli Autonoleggi se ne vanno, lavoratori non pagati da mesi”

aeroporto-dello-stretto“L’Aeroporto dello Stretto sta per essere abbandonato anche dagli Autonoleggi: infatti fra non molto Avis, Herz, Maggiore, Sicily by Car, Local auto trasferiranno le proprie attività fuori dal sedime aeroportuale, non avendo partecipato al bando predisposto dalla Sogas e trovando più conveniente utilizzare locali privati. Una scelta, questa, motivata da due ragioni: la prima consiste nel fatto che gli amministratori della Società aeroportuale hanno aumentato a dismisura i corrispettivi che le società di autonoleggio dovrebbero versare per usufruire dei box disponibili nell’area principale dell’Aeroporto e degli spazi a disposizione per il parcheggio delle auto da noleggiare, la seconda che al bando di gara per l’aggiudicazione dei box e dei parcheggi non è stata data nessuna pubblicità” affermano in una nota le segreterie provinciali e RSA della Filt-CGIL e UGL Trasporto Aereo. “E così i passeggeri, che arrivano e partono da Reggio Calabria, per noleggiare una macchina dovranno recarsi fuori dallo scalo e la SOGAS non percepirà più nulla per questo tipo di servizio. Il fatto è gravissimo visto che, com’è noto, le società di gestione degli aeroporti ottengono ingenti guadagni dall’offerta di spazi e locali per attività commerciali, tanto che gli esperti del settore affermano che queste sono le fonti principali di introito, più ancora dei corrispettivi ottenuti dalle compagnie aeree. Ma la politica -prosegue la nota- degli attuali amministratori ha prodotto risultati opposti e gli introiti della SOGAS diminuiscono giorno dopo giorno. Nel frattempo continua l’avventura del duo presidenziale Porcino-Calarco, gli autori del declino dello scalo reggino, i quali continuano a pretendere importanti emolumenti cui, all’epoca del loro insediamento, avevano dichiarato di rinunciare. Resta, quindi, aperta la crisi del “Tito Minniti” che continua a perdere passeggeri, viene di fatto declassato dal Presidente ENAC durante l’ultima audizione alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati e che, in ultimo, come abbiamo spiegato più sopra vede ancora di più calare gli intFoto_Catania_Calcio_in_partenza_da_aeroporto_dello_strettoroiti e conseguentemente ridursi al lumicino le prospettive di rilancio. In questo quadro drammatico -aggiunge la nota- nessuno si preoccupa del fatto che ci sono circa 100 lavoratori che, ormai da anni ricevono lo stipendio con enormi ritardi (attualmente il ritardo degli stipendi ammonta a quattro mesi!), vivendo una situazione di difficoltà economica e di mancanza di certezze e diritti contrattuali. Il duo Porcino-Calarco, al di fuori di qualsiasi norma, da un lato ha demansionato parte del personale, lasciandolo addirittura improduttivo a casa, mentre dall’altro ha assunto altri dipendenti. C’è da domandarsi come mai il Socio di maggioranza, la Provincia, continui a mantenere al loro posto gli attuali manager. Abbiamo il fondato sospetto che il Presidente della Provincia Raffa non riesca a trovare un sostituto dell’attuale management aziendale perché la situazione attuale della Società è a tal punto compromessa che nessun professionista serio sarebbe disposto a prendere in mano le redini di un’azienda che naviga in acque così cattive. Nonostante tutto, noi lavoratori continuiamo a pensare che sia indispensabile reagire. Riteniamo impossibile rassegnarsi al declino inevitabile dello scalo aeroportuale reggino. Rivendichiamo il rispetto del contratto, delle garanzie e dei diritti dei lavoratori e pensiamo che anche i cittadini di Reggio, così come tutti gli altri italiani, abbiano diritto ad una mobilità aerea moderna ed efficiente. Il presidente Raffa dovrebbe dare un serio segnale di attaccamento alla Città e dimostrare uno scatto d’orgoglio affrontando con coraggio una situazione divenuta ormai insostenibile. Per questo motivo – conclude la nota- facciamo un appello pubblico a tutte le istituzioni coinvolte, perché proprietarie di quote della Società aeroportuale, dal Sindaco alla Regione, affinché si assumano le proprie responsabilità ed adottino decisamente una linea utile alla salvezza ed al rilancio del “Tito Minniti”.