Reggio, Arruzzolo: “creare un tavolo di concertazione e di confronto sulla Diga del fiume Metramo”.

Arruzzolo: “dopo due anni dal collaudo sulla Diga, non è più possibile accettare ulteriori perdite di tempo che suonano come offesa per la comunità calabrese e per i tanti soldi che sono stati spesi finora”

Cantiere-Diga-del-Melito“Creare un tavolo di concertazione e di confronto istituzionale sulla Diga del fiume Metramo”. E’ la richiesta che il capogruppo del Nuovo Centro Destra alla Regione Giovanni Arruzzolo rivolge al presidente della Giunta Oliverio affinchè “su opere fondamentali per il rilancio e la valorizzazione del territorio calabrese si realizzi un percorso fattivo e condiviso con il contributo di tutti i soggetti interessati. Dopo due anni dal collaudo sulla Diga, non è più possibile accettare ulteriori perdite di tempo che suonano come offesa per la comunità calabrese e per i tanti soldi che sono stati spesi finora. Urge – rilancia Arruzzolo- mettere in atto tutte le procedure necessarie per recepire le risorse economiche e consentire, a distanza di vent’anni dal completamento, il funzionamento di una struttura così vitale per le popolazioni e per i territori dei comuni di S. Pietro di Caridà e Galatro e dell’intera Piana di Gioia Tauro”. “Sono sotto gli occhi di tutti i benefici dell’opera e l’impatto positivo, in termini di occupazione e sviluppo, che il completamento di tutta la rete idrica a valle avrebbe con l’utilizzazione di tanti milioni di metri cubi d’acqua, rendendo irrigue vaste zone di territorio. In una fase di crisi generalizzata, dove tante certezze e tanti capisaldi stanno venendo meno giorno dopo giorno – aggiunge Giovanni Azzuzzolo- l’unico settore, oltre quello turistico, che può generare occupazione e reddito, resta sicuramente quello agricolo. Ed è in questo contesto, che si inserisce la necessità di una fruizione definitiva di questa straordinaria risorsa che sarebbe un motore fondamentale di sviluppo per l’intera agricoltura pianigiana. Sono ormai trascorsi quasi cinquanta anni dall’inizio della costruzione della grande opera, che ha visto anche un progetto specifico del Consorzio di Bonifica della Piana di Rosarno,  ma manca ancora il momento di svolta che è dato dalla distribuzione capillare dell’acqua contenuta nel grande invaso verso tutti i Comuni del fondo Valle. Infine- conclude Arruzzolo- non ci si può dimenticare della sicurezza dei cittadini,  problema che è stato sollecitato anche dal sindaco di Galatro Panetta agli Enti preposti alla sorveglianza della diga quando l’acqua è arrivata a raggiungere il massimo livello”.