Reggio: all’Oasi village sbarca l’Officina dell’arte

Venerdi alle ore 22 a Reggio il team capitanato dal maestro Peppe Piromalli metterà in scena la pièce “Due signori della signora” per poi ritornare a fine mese, il 31 Luglio, con “13 a tavola”

officina dell'arteIn uno dei posti più incantevoli della città, una finestra sul mare, all’Oasi village sbarca l’Officina dell’arte con due travolgenti commedie. Venerdì sera 24 Luglio alle ore 22 il team capitanato dal maestro Peppe Piromalli metterà in scena la pièce “Due signori della signora” per poi ritornare a fine mese, il 31 Luglio, con “13 a tavola”. Prende forma la sinergia tra la compagnia teatrale e l’imprenditoria reggina, in questo caso Mario Scaramuzzino che ha sposato subito il progetto del maestro Piromalli di portare il teatro tra la gente, in quei luoghi apparentemente lontani all’arte ma in realtà, vere location di eventi unici.

Nello spirito dell’Officina dell’arte c’è la convinzione che non debbano essere le persone a tornare a teatro, ma il teatro a tornare alle persone, cercando, come primo luogo d’incontro tutti quei siti che non siano unicamente deputati agli spettacoli teatrali – afferma Piromalli – Un sogno forse ma nel quale io e la compagnia abbiamo creduto e investito e, ad oggi, ci sta regalando l’affetto e la presenza di un pubblico attento che ci segue anche fuori l’hinterland”.

Un rassegna teatrale che si pone in chiave innovativa con il connubio gusto-teatro: vengono esaltate infatti le location all’aperto della città, il parco ludico Ecolandia e l’Oasi village, unendo la bontà di prelibatezze culinarie preparate dallo staff dei locali che supportano l’iniziativa.

“La cultura è un diritto fondamentale di ogni cittadino – afferma l’imprenditore Scaramuzzino – L’Officina dell’arte è una compagnia che produce arte, crea movimento, smuove la massa e non potevamo rimanere inerti di fronte a questo vortice umano. Da qui la scelta obbligatoria di portare il teatro di qualità all’Oasi, location di grandi eventi dell’estate reggina, perché il nostro desiderio è un teatro diffuso che parte dagli attori per andare dalle persone”.