Reggio: il 30 luglio la liquidazione della Reges

Tripodi: “il prossimo 30 luglio l’Assemblea dei soci della Reges, la società mista vampiro e sanguisuga dei contribuenti reggini, é convocata per la liquidazione della stessa”

regesc1“Il prossimo 30 luglio l’Assemblea dei soci della Reges, la società mista vampiro e sanguisuga dei contribuenti reggini, é convocata per la liquidazione della stessa. Rammentaiamo che il rapporto tra il Comune e la Reges è regolato da un vergognoso contratto di servizio capestro, firmato nel lontano 2005 dalla giunta Scopelliti, che scadrà il prossimo ottobre. Tenuto conto dell’enorme e ingiustificabile fiume di denaro che la Reges ha incassato per gli aggi stratosferici e le altissime commissioni previste dallo scandaloso contratto sottoscritto dall’ex sindaco Scopelliti, è necessario procedere, senza indugi o ripensamenti dell’ultim’ora, allo scioglimento e alla chiusura della società mista” afferma in una nota Ivan Tripodi, segretario cittadino del Pcdi. “Ci viene, infatti, segnalato un forte pressing del socio privato nei confronti dell’amministrazione comunale finalizzato ad ottenere un rinvio della decisione piuttosto che una proroga del contratto: manovre finalizzate a mantenere in vita una partnership totalmente antitetica rispetto alla valorizzazione del Bene Comune. Crediamo, interpretando l’unanime sentimento popolare, che, ormai, non ci possano essere margini di trattative che, fra l’altro, rischiano di essere dannose per la collettività. La Reges -prosegue- sinonimo del disastroso periodo del “modello Reggio”, deve essere chiusa!!! In tal senso, siamo convinti che, alla luce delle ultime novità legislative, ove non si volesse scegliere il ritorno ad una gestione comunale diretta dei servizi svolti fino ad oggi dalla Reges, si potrà costituire una nuova società interamente pubblica nella quale far confluire tutti i dipendenti della Reges che, ormai, sono certamente all’altezza di portare avanti le attività previste, senza alcun tutoraggio privato e senza la presenza di costoso management esterno. Attraverso una seria analisi economico-finanziaria vi è la piena certezza che nella realizzazione della suddetta ipotesi si potrà tranquillamente coprire il costo del lavoro. Si eviterà, inoltre, l’ingiusto pagamento di aggi e commissioni fuori da ogni logica di mercato permettendo un sostanzioso risparmio per le esangui casse comunali, nonché le entrate provenienti dalle attività societarie. Il tema dell’inevitabile chiusura della Reges evidenzia la necessità di costruire una credibile strategia complessiva e di ampio respiro sul tema dei servizi e delle vecchie società miste. Il Consiglio comunale dovrebbe elaborare -aggiunge- coinvolgendo le forze sane della città, un sostenibile piano industriale globale: trattandosi di scelte strategiche che impatteranno fortemente sulla città e sui reggini, questa discussione è urgente e indifferibile. Allo stesso tempo, onde evitare inutili chiacchiere, ci auguriamo che i fantomatici nuovi organigrammi relativi a società in house che circolano in città siano totalmente destituiti da fondamento. Immaginare di effettuare un semplice cambio di governance non rappresenta rottura o discontinuità. L’ipotizzata “Svolta” deve obbligatoriamente passare per un totale azzeramento dei nefasti metodi utilizzati dal putrido sistema di potere di Scopelliti e dei suoi sodali: pensare semplicemente alla banale sostituzione di soggetti, addirittura con qualche tentativo di riciclaggio, attraverso la promozione di fedelissimi privi di competenza non è assolutamente coerente con il progetto amministrativo voluto dai reggini. Pertanto, partendo dalla facoltà, prima obbligatoria, del decreto legislativo n. 39/2013, proponiamo che la governance, anche apicali, delle società comunali o in house sia formata esclusivamente da dipendenti comunali e quindi a costo zero. Si avrebbe un serio risparmio economico che non guasta…. Invece, nel caso si dovesse pensare, eccezionalmente, alla nomina di amministratori unici, crediamo che sia ovvio e naturale effettuare una selezione attraverso un trasparente bando pubblico. Insomma – conclude- il sindaco Falcomatà si trova davanti ad un bivio che segnerà inesorabilmente il suo futuro amministrativo e darà il segno concreto di come si intende valutare il Bene Comune”.