Reggina, ultimo timido tentativo di Foti con Scali ma la porta resta chiusa

Ultimo tentativo da parte del Presidente della Reggina Lillo Foti con l’imprenditore calabro-australiano Nick Scali: risposta fredda e distaccata

nick scali Reggina (2)Non ci sarà Nick Scali nel futuro della Reggina, a meno di clamorose novità a lungo periodo. Il Re dei mobili australiano ha confermato in queste ultime ore quanto già dichiarato in precedenza, e cioè che non ha intenzione di investire nella Reggina. Quando – il 23 giugno scorso – incontrando alcuni giornalisti aveva detto che “non ci sono le condizioni per un mio intervento“, lasciava aperto uno spiraglio aggiungendo che “potremmo incontrarci nuovamente sempre per la Reggina, non so quando, forse una settimana, un mese o un anno“. Di settimane ne sono passate tre, di mesi e anni ancora nessuno ma in base alle nostre informazioni Nick Scali non ha cambiato idea rispetto a quel giorno e non si è convinto di investire nella Reggina. Non interverrà neanche nel delicato momento legato all’iscrizione del club, che se non riuscirà a formalizzare tutti i documenti entro le 19 di domani vedrà inevitabilmente materializzarsi all’orizzonte il fallimento. In quel caso, le strade tra la Reggina e Nick Scali si allontanerebbero definitivamente. Se, invece, la Reggina riuscisse ad iscriversi e si riuscisse a creare una nuova società con un management giovane e volenteroso, non è da escludere che l’82enne di San Martino di Taurianova possa nuovamente essere tentato dall’idea di investire i propri denari in un ambizioso progetto amaranto.

nick scaliOggi l’ultimo timido tentativo di Foti, un contatto esclusivamente telefonico e breve a cui è seguita una risposta fredda e distaccata. Sembra proprio non esserci nulla da fare. Eppure con Scali sarebbe stata una Reggina molto ambiziosa. Le motivazioni del suo “no” sono molteplici. Vuoi per l’età, vuoi per ovvi motivi legati ai propri impegni e alle proprie priorità in questo momento della sua vita, Scali non ha mai avuto l’intenzione di guidare la Reggina in modo diretto, di diventare il Presidente o di occuparsi personalmente della squadra. Avrebbe voluto rappresentare “soltanto” il proprietario, l’investitore, delegando ad un volenteroso gruppo giovane, emergente e totalmente nuovo rispetto a quello precedente, la gestione del club con un CdA rinnovato e retto da tre figure, un Direttore Generale, un Direttore Amministrativo e un Direttore Tecnico.

nick scali Reggina (1)Scali aveva chiesto un business plan e aspettava risposte in tal senso dal territorio. Quello che ha avuto come risposta non l’ha soddisfatto, e la pista australiana è tramontata anche per tutta una serie di motivazioni collaterali legate all’ambiente della Reggio del 2015, e di cui si è già ampiamente parlato su tutti i mass-media. Mai, tra Foti e Scali, ci sono state discussioni sugli accordi economici per rilevare il club: Foti non ha mai chiesto un centesimo per il proprio pacchetto azionario, il suo “cedo le mie quote gratis” di aprile è stato confermato a maggio, a giugno e ancora adesso a luglio, non solo con Scali ma con qualsiasi altro interlocutore.

Nick Scali Lillo FotiIl problema non è stato questo così come non ce n’è stato uno soltanto, Scali s’è trovato di fronte ad una scelta importante: doveva decidere se diventare il nuovo proprietario della Reggina o meno, gli sarebbe costato quelli che per lui sono pochi spiccioli (qualche centinaia di migliaia di euro per contribuire all’iscrizione), ma alla fine ha detto “no” per valutazioni ben differenti dall’aspetto economico. Adesso la Reggina deve farcela da sola, con le forze del proprio territorio, con la sanguigna passione di Mimmo Praticò e con i contatti e le amicizie nel mondo del calcio di Lillo Foti che pur sapendo che – a prescindere da come andrà a finire – dopodomani non sarà più il Presidente del club, nonostante la convalescenza e i problemi di salute sta facendo l’impossibile per evitare il funesto fallimento. Per il secondo anno consecutivo.