Reggina, Foti a StrettoWeb: “vedere Titti piangere è stato terribile, Nick Scali persona straordinaria”

Reggina, due giorni dopo il dramma della mancata iscrizione al prossimo campionato le parole del Presidente Lillo Foti

foti _ lilloE’ ancora sofferente il Presidente della Reggina Lillo Foti dopo il triste epilogo della sua era iniziata nel lontano 1986: “il dolore ormai l’ho assorbito, rimane il dispiacere terribile di aver visto soffrire tanta gente cara. Le lacrime di Titti Fazzari, che rappresenta l’emblema della Reggina, non me le potrò mai dimenticare“. Concedendosi ai microfoni di StrettoWeb, lo storico patron amaranto lascia partire qualche stoccata ai rappresentanti istituzionali del territorio, che nei fatti hanno abbandonato la Reggina al proprio destino: “io non è che dalle istituzioni mi aspettassi chissà che, ma ero andato a dicembre a parlare con  tutti. Gli ho chiesto aiuto, gli ho chiesto disponibilità, gli ho chiesto sostegno. Non gli ho chiesto soldi e non l’ho fatto a titolo personale per la mia persona, ma l’ho fatto per la Reggina che è un patrimonio di tutti, e che io avevo già deciso di lasciare ritenendo concluso il mio ciclo. Non è che le difficoltà me le sono inventate il 14 luglio come qualcuno vuole far credere. L’anno scorso, mi ricordo che era luglio 2014, quando in sala stampa subito dopo l’iscrizione in extremis perfezionata per pochi minuti ho annunciato che la Reggina avrebbe lanciato l’azionariato popolare, leggevo la soddisfazione di tutti ma poi quando è partita la sottoscrizione nessuno ha pensato di alimentarla, di sostenerla. La città non ha risposto. Abbiamo raccolto 16.000 euro, di cui 5.000 euro versati da un solo soggetto. Gli altri quasi tutti dai genitori dei ragazzi del Sant’Agata, alcuni anche genitori dei professionisti in prima squadra. La città è rimasta completamente fuori nonostante la Reggina venisse da 29 anni di storia straordinaria. Abbiamo portato a Reggio successi impressionanti rispetto al tipo di territorio in cui abbiamo operato, e oggi la Reggina fallisce con un centro sportivo di quella portata nell’indifferenza più totale. E’ una cosa veramente allucinante, qualcosa di clamoroso che scivola addosso come se nulla fosse“.

Nick Scali Lillo FotiInevitabili le domande su Nick Scali e sulla trattativa con l’imprenditore calabro-australiano: “io di Nick Scali non posso che parlarne bene, è una persona straordinaria. In Australia mi ha dato un’accoglienza eccezionale, ho trascorso otto giorni in un altro continente lontano in cui non mi ha mai fatto mancare l’affetto, la stima e la simpatia che ho quotidianamente in casa mia. Ho conosciuto la sua famiglia, sono stato a casa sua, non posso dire altro che spendere parole positive, eccezionali, per il mio amico Nick, per come Nick Scali s’è manifestato con Lillo Foti, ma anche per quello che in Australia gli altri calabresi pensano e dicono di lui. Poi che l’operazione Reggina non sia andata in porto, ci può anche stare. Per quale motivo? Beh, sui motivi c’ho qualche mia idea… Se non ci fosse stata quella pausa, quell’intoppo legato alla mia salute, probabilmente avremmo potuto concludere in modo diverso la trattativa. Quel problema personale ha pregiudicato notevolmente tutta la situazione della Reggina, non posso averne la certezza perché le cose sono sempre in divenire, ma sono convinto che al 99% senza quei problemi avrei potuto trovare una soluzione. Nick Scali è stato un sogno, è stato un progetto che avrebbe permesso alla Reggina di avere un’immagine internazionale, l’avrebbe proiettata in una realtà, in un contesto di tutt’altro livello per una durata significativa. Era qualcosa che proprio per questo motivo avevo deciso di sposare in pieno, forse mi sono illuso, ma io per come l’avevo pensata, verificata e poi immaginata, la ritenevo un’operazione che avrebbe permesso alla Reggina di aprirsi a 360° e di uscire da un piccolo contesto territoriale, guardando al mondo intero. Certamente in tanti a Reggio non hanno capito la portata di questo progetto e non dico che hanno la responsabilità di aver fatto saltare tutto, ma certamente c’è un concorso di colpe e hanno contribuito all’esito negativo con pettegolezzi e falsità. Mi resta l’amicizia di uno come Nick Scali e non è cosa da poco“.

Poi parliamo del futuro della Reggina e a Lillo Foti torna la malinconia: “ecco, adesso serve qualcuno che crei una nuova società, per richiedere l’ammissione in serie D servono 350.000 euro, poi bisogna costruire una squadra da zero, bisogna capire che strutture usare. E’ molto più difficile di quello che sarebbe stato ripartire dalla Reggina Calcio, che è una Spa e che adesso continuerà un suo percorso amministrativo fino all’udienza fallimentare di fine agosto“.