Reggina, 10 giorni per la Lega Pro: scadenze, regolamento e retroscena

Reggina, facciamo il punto dopo i fatti delle ultime ore. In soldoni il club ha altri dieci giorni di tempo per perfezionare l’iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro: scadenza il 27 luglio

Reggina Foti Falcomatà Praticò (8)Sono Sindaco da quasi nove mesi, non ho mai visto così tanta gente ad una conferenza stampa. Questo dimostra che cosa significa la Reggina per Reggio Calabria, molto più di una squadra di calcio“: con queste parole semplici ma al tempo stesso dense di significato un Giuseppe Falcomatà finalmente in prima linea per tutelare un patrimonio così importante, esprime tutta la propria convinzione nel supportare il club amaranto, al punto da arrivare a riconoscere un proprio errore “di comunicazione” relativamente alla vicenda dello Stadio che aveva scatenato le polemiche a giugno. Un errore di cui Falcomatà si assume la paternità politica, pur consapevole di non avere alcuna responsabilità personale perché in quei giorni lui era assente e probabilmente proprio di questo qualcuno ha approfittato, dopo che il primo cittadino aveva già trovato un accordo con la Reggina.

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Un Falcomatà quasi trasformato, almeno sulla vicenda Reggina, dopo il ritorno dal lungo viaggio di nozze tra USA e Polinesia. E’ stato bravo il Sindaco stavolta, dopo l’incubo che la città ha vissuto il 14 luglio per il mancato completamento dell’iscrizione della Reggina al campionato: ha capito che tipo di aria tirava e ha affiancato Lillo Foti e Mimmo Praticò nell’ultima disperata operazione per salvare il glorioso club amaranto. Adesso ne raccoglie i frutti, tutti meritati.

Un’idea talmente tanto folle e al tempo stesso brillante, pazza e al tempo stesso realistica, quasi ai limiti del sovversivo ma al tempo stesso innocua nei confronti di qualsiasi altra parte, che poteva essere partorita soltanto da una mente come quella di Lillo Foti, uno che proprio su queste intuizioni e da questi colpi di genio ha costruito i più grandi successi dell’ultracentenaria storia Reggina.

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Non si è arreso neanche un secondo dopo la batosta delle ore 15:30 del 14 luglio, il momento in cui s’è capito che la corsa all’iscrizione non sarebbe andata a buon fine. Qualcuno è scoppiato in lacrime, a maggior ragione quella sofferenza gli ha fatto scattare la molla della combattività. Chiunque sarebbe rimasto k.o. dopo le sofferenze e le tribolazioni degli ultimi mesi, i tanti problemi di salute dall’intervento della scorsa primavera al grande spavento per l’ulcera di giugno e ai successivi problemi alla schiena.

Invece Foti ha continuato a combattere come un leone, nella convinzione di tenere la Reggina ancora in piedi. Non aveva chiuso occhio nei tre giorni precedenti al 14 luglio alla disperata ricerca dei soldi per iscrivere il club, di giorno e di notte. E’ persino uscito di casa contro i consigli di tutti i medici, esclusivamente con l’intento di salvare la Reggina.

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Il 14 sera anziché andare a letto da sconfitto ha deciso che avrebbe passato un’altra nottata insonne, stavolta non per trovare i soldi ma per scovare un cavillo. Serviva un cavillo, serviva qualcosa a cui appigliarsi per non vedere la Reggina sparire. Ha studiato le carte, s’è spremuto il cervello. Poi la soluzione. Le NOIF, la Lega Pro “per forza a 60 squadre”. Si accende la lampadina. Ed il ragionamento non fa una grinza. C’è anche il precedente dello scorso anno in serie B, passato per una sentenza del Collegio di Garanzia del Coni che ha fatto giurisprudenza. Quasi quasi dopo che Foti lo spiega, ti sembra così ovvio, così semplice, così banale e persino così giusto che ti chiedi come mai nessuno ci aveva pensato prima. Ed è una soluzione che non lede il diritto di nessuno: non ci sono terze parti coinvolte.

Reggina Foti Falcomatà Praticò (2)Illustriamo l’idea vincente nel modo più semplice possibile: in base alle Normative Organizzative Interne della Federazione, la Lega Pro 2015/2016 deve avere un organico composto da 60 squadre divise in tre gironi da 20 ciascuno. E su questo non ci piove. Se viene a mancare anche un solo club, in un modo o nell’altro bisogna integrarlo (purché ovviamente ci sia qualcuno che lo richieda). Al momento nella prossima Lega Pro ci sono 49 squadre, quindi ne mancano addirittura 11. In 4 (Monza, Castiglione, Grosseto e Barletta) hanno rinunciato senza neanche presentare domanda di iscrizione (il termine era il 30 giugno). E queste rimangono fuori senza appello. Altre 5 (Reggina, Venezia, Varese, Real Vicenza e Paganese) non sono riuscite a perfezionare la domanda di iscrizione regolarmente effettuata a giugno, con la fideiussione e la relativa documentazione che andavano presentate contestualmente al ricorso entro le ore 19 del 14 luglio. Poi ci sono due squadre che certamente verranno ripescate in serie B al posto di Parma e Catania. In questo momento alla Lega Pro mancano 11 squadre per completare l’organico della prossima stagione, un numero che potrebbe lievitare se qualche club di Lega Pro coinvolto nello scandalo del calcioscommesse venisse retrocesso nelle categorie inferiori.

Reggina Foti Falcomatà Praticò (4)Completare quest’organico con i ripescaggi dalla serie D è impossibile. Le norme prevedono un investimento vicinissimo al milione di euro soltanto per la partecipazione, con il versamento del “dazio” dei 500.000 euro a fondo perduto e la fideiussione di 400.000 euro. Soltanto tre club, a meno di clamorose novità, riusciranno a farcela pur con molte difficoltà: si tratta di Taranto, Pordenone e Albinoleffe. In Lega Pro rimarrebbero così 8 posti liberi, che diventeranno 7 se – com’è probabile – al Catania verrà consentito di disputare la Lega Pro. Anche se ci fossero (ma, lo ripetiamo, è molto improbabile) altre 2-3 squadre che dovessero riuscire a richiedere il ripescaggio dalla serie D, rimarrebbero almeno 4-5 posti liberi nella prossima Lega Pro. Per richiedere il ripescaggio dalla D c’è tempo fino alle ore 19:00 di lunedì 27 luglio.

E allora entro lo stesso termine (ore 19 di lunedì 27 luglio) i 5 club che si sono iscritti alla Lega Pro ma non hanno fatto in tempo a perfezionare l’iscrizione entro la scadenza del 14 luglio (Reggina, Venezia, Varese, Real Vicenza e Paganese) potranno consegnare tutti i documenti e la fideiussione, ottenendo così la garanzia a partecipare al prossimo campionato. Una sorta di ripescaggio dal limbo, possibile riammissione 13 giorni dopo l’esclusione non ancora formalizzata. Oggi – infatti – questi club hanno evitato il baratro conservando il loro numero di matricola di affiliazione alla FIGC.

Reggina Foti Falcomatà Praticò (3)Chi sicuramente ci riuscirà è la Paganese, che il 14 luglio era riuscita a presentare tutto ma era arrivata in ritardo. Venezia, Varese e Real Vicenza hanno il problema dei 400.000 euro della fideiussione: non sono riusciti a trovarla entro il 14 luglio, e nel caso del Varese ci sono grandi difficoltà persino per l’iscrizione in serie D. Non è detto che ce la facciano, ma hanno 10 giorni di tempo. La situazione della Reggina, a livello burocratico e amministrativo, è forse la più difficile di tutte: oltre alla fideiussione di 400.000 euro bisogna saldare un milione e 100.000 euro tra debito sportivo, rata dell’Agenzia delle Entrate ed incentivi all’esodo. Non ci si può affidare ai crediti del calciomercato (da Espanyol e Udinese arriveranno nei prossimi mesi dei soldi quantificabili in una cifra superiore al milione di euro, ma non è una cosa immediata) o dalla vendita di altri calciatori. Bisogna trovare soluzioni imprenditoriali. E a livello ambientale, adesso, è tornato l’entusiasmo: all’orizzonte c’è anche qualche soluzione concreta, soprattutto per trovare l’accordo con gli ex tesserati. Dopo l’incubo del fallimento la città si risveglia con la sua squadra ancora viva, e ci sono dieci giorni di tempo per conservare il professionismo. Ma la scadenza è di lunedì, quindi non si può correre il rischio di arrivare al weekend di sabato 25 e domenica 26 con l’acqua alla gola. Sarebbe opportuno che entro venerdì 24 luglio, per essere sicuri, fosse tutto già pronto. Sarà poi il nuovo consiglio federale del 4 agosto a dare il responso definitivo sugli organici dei prossimi campionati, tra ripescaggi e ammissioni. Il tempo c’è, e soprattutto non ci sono più alibi. Il successo romano di Falcomatà, Foti e Praticò è la testimonianza che dalle sinergie nascono i più grandi successi.

Reggina Foti Falcomatà Praticò (3)Durante la conferenza stampa Falcomatà ha ribadito impegno anche per il futuro, Foti invece si è voluto defilare non solo ribadendo l’intenzione di lasciare la Presidenza del club, ma anche ponendosi con un ruolo marginale rispetto agli altri soggetti, quasi da “accompagnatore“, per lui che in realtà è stato l’artefice di questo risultato così importante. L’ultimo atto d’amore per la sua Reggio e la sua Reggina prima di passare la mano. E Mimmo Praticò ha tutte le carte in regola per essere il nuovo Presidente, lui che con passione, dedizione, entusiasmo e al tempo stesso quell’intelligente pragmatismo che l’ha sempre accompagnato nella vita, sta legittimando un ruolo che gli toccherà in modo naturale a partire dal prossimo Consiglio di Amministrazione della società. L’ha detto proprio lui in conferenza stampa ed è giusto ribadirlo: “adesso non ci sono più scuse, non c’è motivo di fare polemiche. Chi ama la Reggina si faccia avanti per il suo bene“. Pensare alla prossima squadra dal punto di vista tecnico, ad oggi, è ancora prematuro. Anche perché il campionato inizierà il 6 settembre, quindi c’è tempo.

nick scali Reggina (1)Intanto, in base alle nostre verifiche, possiamo confermare che la trattativa con Nick Scali è ormai una pagina di storia, appartiene al passato. Resta l’amicizia personale tra Foti e Scali, nulla di più. Il facoltoso imprenditore calabro-australiano non ha intenzione di investire nella Reggina, in ogni caso. Abbiamo avuto modo anche di verificare l’indiscrezione di cui la città mormora, relativa all’interessamento di Pino Benedetto, Gabriele Martino e altri operatori sull’Hinterreggio e possiamo smentirla nel modo più assoluto. E’ vero che Benedetto, Martino e altri piccoli imprenditori e professionisti stavano provando, fino a ieri sera, a mettere in piedi una cordata che potesse far nascere una nuova Reggina e consentirle di partire dalla serie D, ma si trattava di un progetto completamente nuovo e distaccato dall’Hinterreggio che ha un suo percorso e che al momento non è ancora chiaro se riuscirà o meno a perfezionare la domanda (incompleta) presentata per l’iscrizione al campionato di serie D. E’ chiaro che – Hinterreggio a parte – se dovesse andare male anche il 27 luglio e quindi la Reggina vanificasse la chance conquistata oggi con le unghie e con i denti, non ci sarebbero i tempi per formare una nuova società e ripartire da altre categorie. Reggio Calabria rimarrebbe senza calcio. Ma è un’ipotesi così nefasta che oggi, in una giornata così positiva, non vogliamo neanche prendere in considerazione.

Se non diamo seguito con fatti concreti alla richiesta di oggi, sarebbe solo una vittoria di Pirro” ha detto il Sindaco in conferenza stampa. Bravo, Falcomatà: non solo per l’impegno concreto ma anche per averci messo la faccia per il futuro. Tutti uniti per la Reggina, è questa la Reggio che ci piace e che vorremmo vedere in tutti i settori: forte, identitaria, appassionata di se stessa e pronta a combattere per difendere in ogni modo ciò che le appartiene. Il calcio sia l’inizio per la vera svolta.