Ma quali dimissioni: la Calabria che oggi punta il dito presenti una valida alternativa, la politica non è “schiaccia sette”

Regione Calabria: le inconsistenti richieste di dimissioni ad Oliverio e l’inadeguatezza di una classe dirigente che ha confuso la politica con un gioco da spiaggia

Oliverio (4)La Calabria punta il dito sul governatore Regionale Oliverio: “Mario Dimettiti” la richiesta del Movimento 5 Stelle nella manifestazione di ieri a Reggio presso la sede del Consiglio Regionale di Palazzo Campanella. Una richiesta, quella delle dimissioni, che arriva anche da alcune frange del centro/destra e da gran parte della popolazione, della società civile. “Devi andare a casa“, “dimettiti subito” sono solo alcuni dei messaggi che si leggono nei commenti di facebook ad ogni post relativo al governatore Oliverio e alla sua giunta travolta dagli scandali.

OliverioUna situazione certamente imbarazzante quella del Pd regionale e dei vertici della Regione Calabria, ma non solo per il “terremoto” provocato dall’inchiesta sui rimborsi pazzi (relativa tra l’altro alla precedente legislatura). Oliverio ha avuto la capacità di andarsi a scegliere in modo certosino quei consiglieri che più di tutti erano stati coinvolti nello scandalo, e in molti casi (vedi De Gaetano) quanto accaduto era prevedibile ed immaginabile. Ed è questa la cosa più grave. Anche se, e per l’attuale Presidente della Regione può essere una parziale attenuante, il 95% dei consiglieri regionali di centro/sinistra era stato coinvolto nello scandalo “Rimborsopoli”, a differenza del centro/destra che era al governo ma vedeva un 50% dei propri consiglieri coinvolti nell’inchiesta. Ma il vero problema più serio del centro/sinistra di Oliverio è il totale immobilismo politico, l’inconsistenza di una legislatura regionale nata con tanti buoni propositi ma ferma ormai da quasi 8 mesi in un pantano da cui non riesce a venire fuori.

protesta lavoratori calabresiMa che senso ha chiedere oggi le dimissioni di Oliverio? Come pensano di costruire il futuro di questa terra coloro che, da destra o dal M5S, gli chiedono di andare a casa? Quali sono le alternative che propongono? Oliverio se ne va, e chi prende il suo posto? Nel 2014 c’è stato un anno intero di tempo, dalle dimissioni di Scopelliti alle elezioni Regionali, per costruire una nuova classe dirigente che potesse portare la Calabria ad una stagione di sviluppo. In tanti chiedevano le dimissioni di Scopelliti, Scopelliti s’è dimesso. L’alternativa è stato questo Oliverio. Adesso non vogliamo più alternative che siano peggiorative dell’esistente. Oliverio non ha fatto un colpo di stato: ha vinto le elezioni, due volte: prima travolgendo Callipo alle primarie, poi staccando Wanda Ferro alle Regionali. Sono stati proprio quei calabresi che oggi puntano il dito a mettere Oliverio sulla poltrona più importante della Regione Calabria.

M5SE le alternative? Il centro/destra è ancora dilaniato dalle lotte interne, il Movimento 5 Stelle calabrese è talmente tanto inconsistente che non c’è una sola Regione d’Italia in cui è così indietro (dati alla mano) in termini di consenso. Ognuno, qui in Calabria, ritiene di essere il Padre Eterno e la politica vive dei personalismi di chi ambisce ad essere il leader quando leader non è, per giunta di qualcosa che non esiste. Bisognerebbe prima ricostruire dal basso, avere una base di valori e idee, prima vengono i contenuti e poi gli uomini. Serve la cultura della politica, non la sete di potere personale. Se Oliverio va a casa, domani avremo un altro Oliverio che sarà peggio di Oliverio. Se invece ognuno lavorasse per costruire una valida alternativa, coinvolgere la base, la gente, partire dai principi e dai valori più sani, allora Oliverio verrà travolto dall’onda buona di una Calabria diversa che non avrà bisogno di puntare il dito ma emergerà in modo spontaneo perché riuscirà a farsi carico delle istanze della gente. Le cose belle si costruiscono con messaggi positivi; distruggere senza portare soluzioni significa essere vuoti e privi di idee valide. Perché la politica non è come giocare a schiaccia sette in spiaggia, dove vince l’ultimo che riesce ad eliminare tutti gli altri. Qui non deve vincere nessuno, c’è semplicemente una Regione che deve diventare normale e non può farlo ogni volta di legislatura in legislatura pensando ad eliminare l’avversario per portare a casa il trofeo. E poi, cosa rimane? Il risultato sarà il perire dello stesso colpo inferto. Andare avanti così all’infinito significa autodistruggersi. E la Calabria che senza un briciolo d’idea, di soluzione, di alternativa oggi chiede le dimissioni di Oliverio, è la Calabria che continua ad autodistruggersi.