Palermo: sgomberato il teatro Mediterraneo occupato

Oggi la polizia municipale palermitana ha dato corso al provvedimento di sgombero del Teatro Mediterraneo Occupato

Posto di controllo CarabinieriOggi la polizia municipale palermitana ha dato corso al provvedimento di sgombero del Teatro Mediterraneo Occupato, a meno di 48 ore dal successo di Massa e Potere #2, prima produzione ufficiale del Tmo per la regia di Claudio Collovà, che ha registrato il tutto esaurito nel Festival delle Orestiadi di Gibellina. Lo dice una nota del ”Mediterraneo occupato”. ”Una presenza spinosa – continua – quella del Teatro Mediterraneo Occupato all’interno della Fiera di Palermo, perché fa da specchio al fallimento in materia culturale dell’amministrazione sia con i Cantieri della Zisa al solito stallo, sia con un festino che inizia nel peggiore dei modi possibili, tra polemiche e ritardi”. ”Palermo è patrimonio dei cittadini, di chi se ne prende cura, non di chi la amministra. Ne è piena dimostrazione il trattamento riservato da parte dell’amministrazione alla Fiera del Mediterraneo, un patrimonio cittadino lasciato all’abbandono e che solo grazie all’esperienza totalmente autogestita del Tmo ha rimesso a disposizione di tutti i cittadini spazi culturali e artistici e ha riportato all’attenzione la stato di abbandono della Fiera del Mediterraneo. Quest’ultima , come tantissimi altri spazi nella nostra città risulta essere immagine di una amministrazione miope e guidata dagli interessi speculativi di privati” dice Turi Pirrone del collettivo del Tmo che aggiunge: “Per questo motivo, proseguiamo il percorso sul regolamento, convocando il secondo incontro del Forum costituitosi lo scorso 17 giugno alla Fonderia Oretea, cui hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali (tra cui gli stessi volti che oggi hanno dato via allo sgombero) accogliendo le istanze presentate, e rifiutiamo l’idea che lo spazio del Teatro Mediterraneo Occupato ritorni ad essere territorio di nessuno o peggio ancora oggetto di speculazione. Lo sgombero di questo spazio è un atto di forza nocivo e illogico, che questo teatro così come la città intera non meritano”.