‘Ndrangheta, operazione “Aemilia”: società e prestanome al centro della nuova indagine

Gli investigatori ritengono che le condotte dei prestanome arrestati abbiano garantito alla cosca la continuità delle attività d’impresa anche dopo gli arresti eseguiti a gennaio in virtù dell’operazione “Aemilia”

arresti_carabinieri_555La ‘Ndrangheta emiliana, strutturalmente autonoma rispetto alla cosca cutrese di cui costituisce derivazione storica, aveva costituito societa’ falsamente intestate a terzi, dove conferire ingenti somme di denaro e altre utilita’ derivanti dai reati fine del sodalizio, oltre a provviste illecite direttamente riconducibili al boss Nicolino Grande Aracri. E’ questo lo sviluppo investigativo – in prosecuzione dell’inchiesta Aemilia che a gennaio aveva visto l’esecuzione di 117 arresti – che ha portato nella notte alla nuova operazione condotta in Emilia-Romagna, Lombardia, Calabria e Lazio da oltre 300 carabinieri dei comandi provinciali di Modena, Parma, Reggio Emilia e del Ros, supportati da elicotteri e unita’ cinofile. L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Bologna scaturisce dall’indagine coordinata dal procuratore capo Roberto Alfonso e dai Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi. La misura cautelare ha disposto anche il sequestro preventivo di nove societa’ di capitali, alcune delle quali impegnate nella realizzazione di importanti contratti d’appalto all’estero, e di una discoteca. Gli investigatori ritengono che le condotte dei prestanome arrestati abbiano garantito alla cosca la continuita’ delle attivita’ d’impresa anche dopo gli arresti eseguiti a gennaio.