‘Ndrangheta, coinvolto anche un trafficante svizzero nella maxi operazione contro il traffico di reperti archeologici

I reperti trovati nell’abitazione dell’uomo, gli erano stati inviati direttamente dalla Calabria

LaPresse/Vincenzo Livieri
LaPresse/Vincenzo Livieri

E’ coinvolta anche una persona di nazionalita’ svizzera nell’operazione, denominata “Purgatorio”, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza e del Ros che ha portato all’arresto dei componenti di un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di reperti archeologici diretta emanazione della cosca Mancuso della ‘ndrangheta. Lo svizzero coinvolto e’ noto per essere, a sua volta, un trafficante internazionale di reperti archeologici e che, nel caso specifico, si sarebbe interessato a ritrovamenti effettuati in Calabria. Nel corso delle indagini e’ stata effettuata anche una rogatoria internazionale con la Procura di Thun (Berna) che ha portato ad una perquisizione nell’abitazione del trafficante svizzero. I reperti trovati nell’abitazione dell’uomo, che gli erano stati inviati direttamente dalla Calabria, sono stati sequestrati e riportati in Calabria. Durante le perquisizioni, che hanno riguardato diverse province italiane, sono stati trovati anche metal detector e altro materiale utilizzato dall’organizzazione criminale per la ricerca di reperti archeologici. L’inchiesta della Dda di Catanzaro nell’ambito della quale sono stati effettuati gli arresti e’ stata coordinata dai due procuratori aggiunti, Vincenzo Luberto e Giovanni Bombardieri, e dal sostituto Camillo Falvo.

Foto d’archivio