Messina nel paese dei Balocchi [FOTO]

La “Maratona Pinocchio” in scena al Monte di Pietà di Messina dal 24 al 26 luglio

maratona pinocchio messina (1)di Silvia Sindona e Salvatore Munaò - Tre serate di grande spettacolo hanno accompagnato i Messinesi in questo week-end tutto fiabesco.

Pinocchio è al centro della scena, e la compagnia teatrale “Nel Paese dei Balocchi”, composta da giovani attori esordienti, ne racconta la storia tra le scalinate del Monte di Pietà di Messina.

Un narratore esterno apre il racconto, presentando il primo capitolo dell’opera e Geppetto, che non appare come il conosciuto intagliatore di legno umile e saggio, ma un inetto di città che usa creme per la pelle composte da bava di lumache. Geppetto si reca da Mastro Ciliegia deciso ad acquistare un burattino. I burattini sono tanti, ognuno rappresenta un aspetto della gioventù moderna e i problemi che ne derivano.

Pinocchio, nel secondo capitolo, diventa la lente che ci mostra il punto di vista dei ragazzi di oggi, villani e irresponsabili, impavidi di fronte al futuro e ingrati nei confronti dei genitori. Le tre parole chiave sono Freddezza, Distanza e Ingratitudine.

Il terzo capitolo mostra come il cosiddetto “Paese dei Balocchi”, sia andato distruggendosi nel corso del tempo. La Fatina “fa la soubrette”, il Grillo “ha fondato il partito”, il Gatto e la Volpe “sono investitori dalla caratura internazionale”. Questi ultimi, cercano di influenzare Pinocchio convincendolo a trasgredire i valori insegnatogli dal padre, disprezzando la povertà e amando tutto ciò che la ricchezza può dare. Viene affrontato con mano ferma il tema del consumismo: il Gatto e la Volpe mostrano la via dei bisogni effimeri, Geppetto ci ammonisce affermando, con un bel gioco di parole, che il consumare gli oggetti consumerà anche coloro che li consumano.

maratona pinocchio messina (13)Pinocchio inizia così un viaggio nell’oscurità della vita umana, incontrando Lucignolo e la sua banda, anarchici che “vogliono giocare a fare la guerra”. Questi ultimi, paragonano la cultura all’addomesticamento, il rispetto per i genitori ad un comportamento stupido. Il loro obiettivo è quello di ammaliare il burattino, portandolo a rifiutare le regole imposte dalla “Fatina”, che simboleggia la madre. Lo convincono a lanciarsi nel mondo della droga, la “chiave” per accedere al beato e perfetto “paese dei balocchi” è una sigla di tre lettere: LSD. Questo è un messaggio per tutti i giovani di oggi, insicuri e trascinati in un mondo offuscato dai fumi dell’alcool e della droga. Stavolta è la Fatina ad ammonirci affermando che, seguendo i vari Lucignolo della vita, invece di progredire i giovani regrediscono.

Si giunge così al quarto capitolo della storia, “I sogni che faremo”, dove il narratore racconta il mondo dei sogni in cui tutti i giovani, compreso Pinocchio, amano rifugiarsi per essere felici. Tutti immaginano il primo bacio, l’amore nei confronti di un’altra persona, la pace in famiglia e nel cuore. Arriva però un momento in cui non è più possibile lasciarsi cullare dai nostri sogni e diventa necessario ancorarci a terra e prendere in mano la nostra vita. E’ proprio così che si conclude l’opera, tutti i burattini diventano umani. La domanda principale è: perché desiderare di essere veri e provare tutte le sofferenze che la vita può offrire fino a quando non sarà arrivato il momento di morire? Perché non restare dei semplici burattini di legno? Purtroppo una risposta non si può avere, forse sono diventati veri solo perché ci hanno voluto provare, o forse perché prima o poi tutto deve finire.

La “Maratona Pinocchio”, si è conclusa intorno alle 22:30, con la presentazione dell’intero cast e il commento del produttore, il quale ha esordito dedicando l’intera rappresentazione all’artista messinese Giuseppe Luciani, venuto a mancare qualche giorno fa. Gli applausi, i complimenti e l’affluenza hanno reso onore al grande impegno della compagnia. Ci auguriamo di essere trasportati nuovamente, da questi ragazzi formidabili, in un altro incantevole mondo fiabesco.