Messina, che disastro sui trasporti: l’Atm di Accorinti contestata da più fronti

Tante sigle unite nel condannare, dati alla mano, l’operato dell’Amministrazione. A rischio la tenuta economica del Piano di Riequilibrio

atm messinaDa quando l’Amministrazione Accorinti si e’ insediata, come dimostrano i numeri, l’ATM ha avuto una forte contrazione nel servizio che si traduce nel prodotto di un’azienda di trasporti: i chilometri”. Esordiscono così, in un comunicato stampa, le diverse sigle politiche che contestano l’operato della Giunta nel settore trasporti. Ci sono tutti: dall’Adis, all’associazione compagnia del Mezzogiorno, dai Verdi all’Italia dei Valori, passando per Sicilia Democratica, Reset, l’Alternativa Possibile, CittadinanzAttiva, Federazione Nuova Destra, i LabDem, Insieme per la Sicilia, Altra Messina, Sicilia Democratica, Umanesimo e Riformismo.

Per queste realtà la grande opera di cambiamento promossa si traduce in realtà in bus-fantasma che scorrazzano vuoti lungo la zona Nord e la zona Sud. “Le previsioni inserite nel decennale, che regolano anche il valore della bozza del Contratto di Servizio (non ancora approvata dal Consiglio Comunale), non solo non sono rispettate ma a fine anno, qualora la previsione ottimistica del DG Foti di un aumento del 12% del chilometraggio dei Bus rispetto al 2014 si realizzasse, vi sarebbe già al primo anno di decennale una differenza in negativo di quasi 7 milioni di euro” rilevano le suddette sigle sulla scorta dell’analisi compiuta.

accorinti cacciolaUn’analisi che ha portato ad alcuni giudizi impietosi: “rispetto alla previsione del costo dell’azienda inserita nello schema del Piano decennale per il 2013, l’Amministrazione ha gia’ sforato di quasi 4,6 milioni di euro e dunque se ipotizzassimo un costo identico anche per il 2014 e 2015 (valutazione che consideriamo ottimistica visti gli investimenti per le vetture del tram, bus e consulenze varie in particolare quella alla GTT, le cui modalita’ rispetto alla legge sugli appalti pubblici vorremmo ci fossero chiarite) si arriva ad una differenza negativa rispetto alle previsioni del decennale di oltre 13 milioni di euro”.

Ciò comporterebbe, dopo neanche un anno dall’approvazione del documento che dovrebbe evitare il default, un errore di previsione dell’Amministrazione pari al 25% dei 52 milioni che si immaginava di risparmiare attraverso una maggiore produzione di km ed un maggiore rimborso chilometrico regionale.

Ridimensionato l’ottimismo “dal basso” anche sul numero di bus in circolazione: la punta massima, raggiunta il 6 luglio, sarebbe di quaranta mezzi in strada, non già 50 come dichiarato da taluni esponenti della Giunta. Per quanto concerne i tram in circolazione, invece, il picco del 21 luglio era di 3 o 4 vetture, meno dei 5 previsti dal Piano di Esercizio estivo.

fotiSe poi – continua il comunicato – come riferito da DG ed Assessore, entro fine anno avremo a disposizione 10 tram, allora attendiamo con grande ansia di conoscere il valore dell’investimento effettuato tenendo conto che questo grandissimo sforzo economico porterà i tram di ATM a fine 2015 a fare addirittura meno km di quelli realizzati dal duo Buzzanca-Conte. In tal senso e sempre per comprendere il limite tra la propaganda ed i fatti, ricordiamo che l’Assessore Cacciola ha preventivato nel PON Metro un costo pari a 10 milioni di euro per il recupero di 5 tram Cityway più la loro manutenzione. E’ evidente, dunque, che se i tram passeranno, come dichiarato, da 5 a 10 entro il 2015, allora ci ritroveremo 10 milioni di costi aggiuntivi per aver incrementato di poco piu’ di 30 mila km il chilometraggio della tranvia”.

In termini economici significa che Atm ha effettuato un servizio inferiore a quello che la tranvia faceva nel 2011 e nel 2012, ha incassato un rimborso chilometrico superiore di circa 150 mila euro ma ha investito “soltanto” 10 milioni per sistemare le vetture del tram.

Da qui l’appello alla trasparenza e all’impegno preciso e meticoloso per restituire a Messina un servizio pubblico di trasporti davvero funzionante, senza aggravi finanziari più o meno palesi.