Messina, Accorinti perde un altro pezzo: Cannaò lascia per la “maniacale egocentricità” del sindaco

Il primo cittadino di Messina, Renato Accorinti, dovrà rinunciare alla consulenza di Michele Cannaò: l’ex direttore del Museo del Fango ha rivolto pesanti epiteti ad una rivoluzione dal basso compiuta da “nanerottoli da giardino”

accorinti 4 novembreIl sindaco Accorinti ha dovuto amaramente registrare l’ennesima defezione nella sua squadra di governo: ad abbandonare polemicamente Palazzo Zanca è stato Michele Cannaò, già direttore del Museo del Fango e consulente nelle politiche per il marketing territoriale.

La lettera d’addio è pesantissima: Cannaò, rivolgendosi al primo cittadino, parla di un mandato “burletta” confezionato ad arte per “placare il tuo nobile animo d’amico minacciato e tradito, quale tu ti sentisti nell’occasione di una protesta” imbastita nel territorio di Giampilieri. Cannaò è un fiume in piena e la sua penna è intinta nel veleno: “Continua pure a potare qualche albero, a cianciare di isole pedonali con cinguettii annessi, a non indossare giacca e cravatta (simboli di una società corrotta e corruttrice!!!) e a costruire impraticabili piste ciclabili (improbabili in una città che, per i suoi tre quarti, è in salita e priva di una vera rete di servizio pubblico). Di tutto il resto lascia che se ne occupino quei campioni intellettuali che hai nominato direttamente o indirettamente nei gangli vitali per la vita culturale della Città. Essi ti faranno certamente un buon servizio“. E se il giudizio sulla rivoluzione portata avanti da “nanerottoli da giardino” è pessimo, il commiato dalla “maniacale egocentricità” del sindaco non poteva essere peggiore.