Grecia, il presidente del Parlamento invita i deputati a rifiutare l’intesa

Syriza sull’orlo dell’implosione: Varoufakis capeggia la rivolta interna

KonstantopoulouUn intervento a gamba tesa che in Italia avrebbe fatto gridare allo scandalo: il presidente del Parlamento ellenico, Zoe Konstantopoulou, ha espresso il suo pensiero in merito al pacchetto di riforme proposto dal Governo Tsipras all’Assemblea, invitando i deputati a respingere la proposta dei creditori.

La trentanovenne  esponente di Syriza ha palesato la propria ostilità al dettato dell’intesa, evidenziando come nessuno, in Europa, possa pretendere di scandire i tempi alla democrazia greca per vagliare le eventuali modifiche legislative. Parlando di un ricatto inaccettabile e denunziando le ingerenze comunitarie, Konstantopoulou si è confermata fiera oppositrice dell’appeasement governativo. E adesso la frattura all’interno del partito di maggioranza relativa inizia a farsi pesante.

Secondo fonti greche, il premier ha due opportunità davanti a sé: qualora l’opposizione oltranzista dovesse far mancare 30 voti in Aula, l’Esecutivo potrebbe continuare la sua opera di governo dopo un rimpasto. Operazione necessaria per mettere alla porta il fronte euro-scettico, da Lafazanis a Skourletis, garantendo un’impostazione unitaria. Qualora si sfondasse la soglia dei 30 dissidenti, Tsipras potrebbe verosimilmente lasciare il posto ad un Esecutivo tecnico, con una grossa coalizione al fianco di Nuova Democrazia, To Potami e Pasok.

Su un punto, infatti, il premier è stato irremovibile: l’accordo sarà anche ispirato da un input vendicativo e non corrisponderà agli interessi profondi della Grecia; di certo, però, non esistono alternative percorribili ed il ritorno alla dracma, ventilato con sciatta noncuranza dalla corrente Varoufakis, sarebbe una catastrofe per un sistema che  allo stato attuale non riesce a tenere aperte neppure le banche.