Crotone: ennesima truffa ai danni dell’INPS per circa 500mila euro, 23 indagati

L’attività investigativa ha permesso di disvelare i meccanismi della truffa a partire dal 2003, per oltre un decennio

guardia-di-finanzaLe fiamme gialle crotonesi hanno scoperto l’ennesima truffa ai danni dell’Istituto per la previdenza sociale. Questa volta sono circa 500 mila  (473.000 per la precisione) gli euro incassati illecitamente e 23 i soggetti indagati, i quali si sono resi responsabili dei reati di cui agli artt. 110, 485 e 640 – c. 2, n. 1 – c.p. (truffa aggravata in concorso e falso).

Il sistema di frode, non nuovo, ha permesso infatti a un imprenditore agricolo crotonese di far ottenere, mediante contratti di manodopera agricola falsi, i contributi per la disoccupazione, la malattia e/o la maternità a diversi soggetti della zona i quali, in accordo con quest’ultimo, hanno frodato l’Ente pagatore.

Gdf - foto LaPresse

Gdf – foto LaPresse

Il tutto grazie anche alla dichiarazione di terreni agricoli che erano già presenti in altre dichiarazioni aziendali presentate da un parente dell‘imprenditore. Gli accertamenti, in collaborazione con l ‘INPS , sono stati svolti dal personale dell‘aliquota Guardia di Finanza della locale Procura, unitamente  i colleghi del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Crotone.

L’attività investigativa ha permesso di disvelare i meccanismi della frode a partire dal 2003, per oltre un decennio; infatti , i terreni ove operava l’azienda agricola  si presentavano totalmente incolti, privi di impianto di irrigazione e con resti di steli di grano (stoppie), della cui esistenza il titolare non era in grado di dare spiegazioni. La stessa azienda agricola risultava priva di qualsiasi mezzo meccanico per la lavorazione dei terreni e delle colture, come anche le giornate lavorative dichiarate con i modelli Dmag inviate all’INPS erano nettamente superiori rispetto a quelle dichiarate come necessarie per la coltivazione dei fondi e dichiarate nelle Denunce Aziendali.

uardia di finanzaNumerose inoltre sono apparse le contraddizioni fra le affermazioni in atti  del titolare dell’azienda agricola e i presunti braccianti, circa i prodotti dichiaratamente coltivati.

Ma l’attività dei finanzieri non si è limitata a questo concentrandosi sull’analisi dei costi della azienda agricola: sebbene dalla presunta attività fosse emersa la necessità di acquisto di piantine, concime, diserbanti, carburante per trattore, il titolare non è stato in grado di esibire alcun documento fiscale comprovante gli acquisti né, tanto meno, le vendite dei prodotti che sarebbero stati ottenuti.

L’attività investigativa svolta sotto la direzione della Autorità Giudiziaria ed in piena collaborazione con l’ente Previdenziale, conferma, ulteriormente, l’impegno del Corpo nell’attività di contrasto delle frodi nel settore della spesa pubblica, a danno del bilancio nazionale e locale, determinando la dispersione di risorse che, mai come in questo momento, andrebbero indirizzate  alle imprese agricole corrette che operano sul mercato fra mille difficoltà.