Cgil: “NO alla demolizione del Ponte di Sant’Eufemia d’Aspromonte”

Ponte Sant'Eufemia - Aspromonte“Nei giorni scorsi siamo venuti a conoscenza dell’intenzione da parte di ferrovia della Calabria di dismettere il ponte di Sant’Eufemia d’Aspromonte che collegava la vecchia tratta Gioia Tauro – Sinopoli. Questo è l’ennesimo intervento da parte delle ferrovie che piano piano nel corso di questi anni ha dismesso i servizi di rete ferroviaria ed ha quasi abbandonato il territorio. Negli anni quella tratta, nonostante lo stato di abbandono,  è diventata per molti appassionati di escursioni e di ricerca della natura, un importante viatico per scoprire posti incantevoli, molte volte anche sconosciuti agli stessi  cittadini della piana. E’ noto  che  importanti studi dell’università di Messina hanno messo in evidenza la presenza lungo l’ex percorso ferrato  di importanti specie ed esemplari di vegetazione rara; bellezze naturali della nostra migliore macchia mediterranea Siamo contrari alle scelte politiche di abbandono, siamo contrari a dismettere  quello che nei paesi comunitari è divenuto frutto di modernizzazione” affermano in una nota congiunta Domenico Laganà e Valerio Romano della Cgil. “Il trasporto su ferro, le metropolitane di superficie, sono considerate in molti paesi il futuro delle moderne città. Siamo unici nel pensare di dismettere quello che i per i nostri padri è stata idea di futuro. Purtroppo – proseguono- molte scelte politiche non sono scelte di coraggio ma semplici percorsi limitati a l’abbandono perché è il percorso più facile, ma per noi è l’ennesima vergogna. Una grande opportunità che il territorio potrebbe perdere, nei confronti dell’attività turistica, della modernizzazione e del diritto alla mobilità. Riteniamo pertanto necessario non procedere allo smantellamento della linea ferrata, per quello che negli anni quella tratta ha rappresentato dal punto di vista culturale e sociale. Ha rappresentato la leva di un sano modello  di sviluppo . E’ stata per anni – aggiungono-unico mezzo di collegamento per le aree interne e la rappresentanza della memoria storica delle popolazioni che lungo quella tratta hanno vissuto parte della loro vita. È importante pertanto valorizzarela bellissima linea, magari riscoprendo anche la vecchia locomotiva a vapore, che, potrebbe rappresentare un alternativa turistica alla tratta, creando da una situazione di smantellamento una occasione di sviluppo turistico e lavorativo Riteniamo infine, come Filcams e come Filt necessaria invece la valorizzazione dei percorsi oggi dismessi, nell’attesa e nella possibilità di poter riprendere una linea importante e necessaria per lo sviluppo del territorio interno”, concludono.