Cardiochirurgia a Reggio: “non regalare la gestione all’Umg di Catanzaro”

Lettera del Segretario Aziendale AO di Reggio e Consigliere nazionale ANAAO-ASSOMED Gianluigi Scaffidi sulla gestione della cardiochirurgia al commissario straordinario AO

cardiochirurgia

Lettera integrale del Segretario Aziendale AO di Reggio e Consigliere nazionale ANAAO-ASSOMED Gianluigi Scaffidi sulla gestione della cardiochirurgia in città al commissario straordinario AO e per conoscenza al presidente Oliverio, al dirigente generale del dipartimento tutela della salute, al sindaco di Reggio, al presidente Raffa, al presidente Delfino ed ai consiglieri comunali della città:

 Egr. Commissario,

poiché ha disatteso l’impegno di aggiornare le OO.SS. sulla vicenda cardiochirurgia ritengo opportuno rendere noto il pensiero di questa Associazione in merito. Eviterò di ricorrere ai contenuti dei nostri colloqui personali non per riservatezza (non ci siamo mai detti alcunché di illecito o sconveniente) ma per rispetto alla sua capacità mnemonica che si sta dimostrando lacunosa. Parto dalle note di stampa, unico elemento di conoscenza della vicenda dato il suo silenzio, secondo le quali l’ u.o. di cardiochirurgia del nostro ospedale sarebbe stata appaltata all’UMG di Catanzaro che le avrebbe comunicato, per telefono, il nominativo del direttore di tale u.o. Il primo aspetto che intendo evidenziare è il profilo politico dell’operazione da lei condivisa con gli altri due soggetti interessati. Che diritto Ospedali-Riuniti-reggio-calabriaha lei di regalare la gestione di una unità operativa costata decine di milioni del bilancio della nostra Azienda all’UMG di Catanzaro ? Lo sa che con tale investimento si sarebbe potuta migliorare grandemente l’Azienda nel suo complesso ? Il secondo aspetto riguarda il metodo utilizzato per l’attivazione della cardiochirurgia laddove di fronte ad un bando di concorso pubblico relativo alla direzione della u.o., con domande già presentate, lei ha preferito la formula della convenzione con l’UMG che da sempre – come denunciato dall’ex direttore della stessa u.o. di cardiochirurgia dell’UMG – è sprovvista del fondamentale requisito di legge che impone l’esistenza di una terapia intensiva dedicata. Cosa che lei sa benissimo. Domanda: che affidabilità può dare l’UMG considerato il su descritto gravissimo comportamento ? Tralascio, al momento, la carenza di altri requisiti di legge, da lei conosciuti, che dovrebbero indurla ad una maggiore prudenza riguardo il rapporto con l’UMG. Peraltro, nel nostro ospedale abbiamo già esperienza di una collaborazione con l’UMG che lei stesso ed i suoi più stretti collaboratori avete definito “non brillante” (ho tradotto il concetto in eufemismo) per la nostra Azienda. Ribadisco che la mancanza della terapia intensiva dedicata, affermata da dichiarazioni pubbliche del precedente direttore della cardiochirurgia universitaria, è un fatto gravissimo che va contro la sicurezza dei pazienti e lei, da buon cardiologo, non può non essere al corrente dei rischi connessi. Ripeto: quale affidabilità ? Il terzo aspetto riguarda il nominativo del prescelto il cui curriculum è certamente buono e migliore di tanti altri ma non è da escludere che altri curricula possano essere migliori di questo. Perché allora non attivare il concorso pubblico che potrebbe garantire la migliore scelta tra i migliori candidati ed accettare un nome imposto da altri senza alcuna comparazione inter pares e, con grande sprezzo della correttezza e del suo ruolo di responsabile dell’Azienda di Reggio Calabria, comunicatole per telefono ? O, da buon conoscitore del settore, ha già deciso che coloro che hanno già presentato domanda per direttore della cardiochirurgia siano tutti meno affidabili del nominativo impostole dall’Università ? Qualcuno, però, ha già benedetto l’operazione affermando (come rilevato da note di stampa): “L’accordo tra l’Uniospedali riunitiversità ed il commissario Scura per avviare, finalmente, il Centro Cuore a Reggio Calabria mi sembra carico di buon senso. La supervisione della facoltà di Medicina è anche una garanzia per i pazienti che saranno trattati nella città dello Stretto.” Premesso che, personalmente, ritengo che la nostra Azienda non abbia alcun bisogno della supervisione e del tutoraggio di questa Università e che il commissario dell’Azienda di Reggio non è minimamente citato prendo atto che l’autorevole parere proviene dal Sindaco. Peccato, però, non si tratti di Falcomatà bensì del Sindaco Abramo di Catanzaro. Il che la dice ancora più lunga sulla bontà della sua scelta-regalo. In conclusione, ove la sua scelta-regalo sia avvenuta su basi di autonomia gestionale le chiedo di ripensarci ed attivare le procedure concorsuali pubbliche al fine di individuare il miglior candidato che possa ricoprire il ruolo di direttore della nostra cardiochirurgia. Se, invece, la scelta deriva da una imposizione dichiari pubblicamente chi, come e perché stia tentando di scippare la cardiochirurgia alla legittima appartenenza dell’Azienda favorendo l’inizio della colonizzazione del nostro ospedale da parte delle baronie universitarie di Catanzaro.

Distinti saluti.

Il Segretario Aziendale AO di Reggio Calabria e Consigliere nazionale ANAAO-ASSOMED
f.to Dr. Gianluigi Scaffidi