Il bergamotto è volano di sviluppo della costa ionica calabrese

Se n’è parlato durante il convegno di tre giorni “Il Bergamotto, medicina del cuore” organizzato dal Consorzio del Bergamotto a Brancaleone

IMG_0158Un frutto, numerose proprietà. Il simposio di tre giorni “Bergamotto, medicina del cuore”, organizzato dal Consorzio del Bergamotto a Brancaleone dal 2 al 4 luglio 2015, ha avuto il merito di fare il punto sulle molteplici opportunità di utilizzo dell’oro verde di Calabria. Medici, chimici, farmacologi, produttori, imprenditori, docenti universitari, ed esperti di economia, si sono messi a confronto proprio sulle peculiarità e le potenzialità del frutto calabrese, con l’obiettivo di farlo diventare un vero e proprio simbolo per l’economia regionale. Se molti conoscono le proprietà salutistiche e gli usi in ambito alimentare e della cosmesi del frutto, mancava ancora una lettura univoca per sottolineare le grandi potenzialità dell’agrume calabrese come volano economico.

Nel simposio di Brancaleone, sono stati tutti d’accordo sull’esigenza di portare “l’oro verde” calabrese sulla scena nazionale, facendone conoscere la storia, ma soprattutto le caratteristiche. Per raggiungere questo obiettivo massimo è l’impegno dei soggetti coinvolti, a cominciare dai produttori che da qualche anno si sono riuniti per la comune strategia di rendere il Bergamotto la vera eccellenza calabrese.

Per fare questo occorre avere – secondo quanto sottolineato venerdì pomeriggio negli interventi del Prof. Tonino Perna, docente di sociologia economica all’Università di Messina e del prof. Giorgio Dal Fiume, presidente WFTO Europe (World Fair  Trade Organization) – “una strategia economica per lo sviluppo sostenibile ” dell’intera Area Metropolitana dello Stretto, ritenendo la rete del commercio equo solidale il canale più coerente per la valorizzazione del frutto fresco e dei suoi derivati. La rete del commercio equo solidale è molto diffusa in Italia – si pensi che negli ultimi anni il consumo etico è stato sempre in crescita, riuscendo a ottenere un 15% di fatturato in più all’anno, ed in Calabria la rete è già attiva per la produzione di arance, olio e ortofrutta.  Dal Fiume ha confermato l’interesse del World Fair  Trade Organization a sostenere i produttori di bergamotto. La contropartita è il rispetto degli standard di controllo e di qualità da parte dei produttori calabresi.

“Ci vuole volontà e organizzazione”, ha ribadito il Prof. Perna, sottolineando come il Bergamotto “va anche tutelato da ogni possibile falsificazione”, fenomeno sempre più diffuso nel settore alimentare. “Siamo in presenza di una svolta epocale – ha affermato Perna – che potrebbe cambiare il volto della costa ionica reggina”. Le potenzialità ci sono.  “Il Consorzio funziona – ha continuato Perna – In pochi anni è riuscito a  riunire circa 400 produttori e soprattutto a stabilizzare il prezzo del bergamotto. Ora occorre investire nella distribuzione del prodotto fresco e del succo”, proprio quello che fino a qualche anno fa veniva considerato uno scarto e che adesso, grazie agli studi a livello internazionale, rappresenta il vero e proprio oro verde. Non resta quindi che impostare una strategia di comunicazione per portare il nostro oro in tutto il mondo.

Tanti i premi e i riconoscimenti consegnati nella tre giorni. Tra questi, quello al giovane Chef calabrese Luigi Ferraro, Executive Chef del “ristorante Calvados” di Mosca, per la valorizzazione del Bergamotto attraverso le sue originali ricette di alta gastronomia e per il suo impegno a portare le numerose ricette calabresi , piene di storia e tradizione, oltre i confini italiani.