Bando da 3.5 milioni per attrarre i giovani cervelli al Sud

giovani vanno via per lavoroCervelli in fuga, si’, ma verso il Sud Italia. Questo l’obiettivo del bando ‘Brains2South’ da 3,5 milioni di euro, promosso dalla Fondazione Con il Sud e rivolto a ricercatori italiani e stranieri che svolgono la propria attivita’ all’estero o in Italia (al di fuori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia). Obiettivo dell’iniziativa e’, quindi, “attrarre giovani eccellenze nei centri di ricerca e nei dipartimenti universitari del Sud, nell’ottica di rafforzare i legami con il resto del mondo e come opportunita’ per sviluppare e potenziare carriere indipendenti“, spiegano i promotori del bando. Come rilevato dal National Bureau of Economic Research, infatti, “sono solo il 3% i ricercatori stranieri nel nostro Paese. Di contro, ben il 16% dei ricercatori italiani decide di proseguire la propria attivita’ all’estero“. E secondo un’indagine Editutto 2014, “sono circa 700mila i laureati che in 10 anni, dal 2001 al 2011, hanno lasciato l’Italia“. Un fenomeno quello della ‘fuga dei cervelli’ che penalizza soprattutto il Sud Italia. Infatti, alla migrazione verso l’estero bisogna aggiungere quella interna al Paese. “Nello stesso periodo 172 mila laureati si sono trasferiti dal Sud al Nord Italia, registrando un trend crescente: se nel 2001 i laureati meridionali che emigravano erano il 10,7%, nel 2011 la percentuale e’ piu’ che raddoppiata, raggiungendo il 25%”. Il Bando sul capitale umano ad alta qualificazione, giunto alla quarta edizione, e’ pubblicato su www.fondazioneconilsud.it e scade il 7 ottobre 2015. La novita’ di quest’anno e’ che “saranno direttamente i ricercatori, con esperienza nei settori scientifico e tecnologico, a proporre progetti di ricerca applicata (anche di 4 anni), indicando una o piu’ host institution in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia Sardegna, Sicilia presso cui potrebbero essere sviluppati. Il ricercatore- proseguono i promotori del progetto- assumera’ il ruolo di ‘referente scientifico’ e condurra’ il progetto di ricerca sotto la propria responsabilita’, senza il controllo di un supervisore. L’ente ospitante godra’ dell’opportunita’ di potenziare e migliorare la qualita’ della ricerca interna, grazie alle nuove competenze ed esperienze provenienti dalle diverse zone del mondo. Oltre ai costi del ricercatore, il finanziamento della Fondazione coprira’ anche quelli legati alla sua proposta di ricerca (come ad esempio, la strumentazione necessaria, le risorse umane di supporto, i materiali di consumo, ecc…)”.Rispetto al fenomeno della ‘fuga dei cervelli’ dal Sud vogliamo proporre un approccio nuovo e pragmatico- sottolinea Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione – il problema, infatti, non e’ tanto o solo la migrazione dei nostri talenti, di per se’ anche positiva se fosse normale e non patologica, ma e’ il saldo negativo tra ingresso e uscita di ricercatori che impoverisce il futuro dei nostri territori e del Paese“. La Fondazione sosterra’ “progetti di ricerca scientifica applicata, dalla forte valenza innovativa, capaci di individuare soluzioni pratiche e specifiche in campo tecnologico, energetico, manifatturiero, nanotecnologico, Ict, agroalimentare, biomedico, farmaceutico, diagnostico, nello studio e conservazione dei beni culturali o ambientali”.