Scopelliti sul caso De Luca e la legge Severino: “dal Pd di Renzi una condotta che lascia senza parole”

Scopelliti più di un anno fa rassegnava le dimissioni, oggi De Luca si candida e viene eletto con la complicità del Pd al governo

scopelliti giuseppeTorna a parlare Giuseppe Scopelliti, e lo fa tramite un’intervista rilasciata a Salvatore Dama e pubblicata su Libero oggi in edicola. In merito alla legge Severino, Scopelliti ripercorre la sua vicenda personale e spiega come “la inadeguatezza e la inefficacia della legge Severino sono state più volte prontamente evidenziate dal centrodestra prima ancora che emergessero i profili di incostituzionalità di cui oggi tanto si dibatte, senza, tuttavia, che il governo nazionale prestasse attenzione alle palesi criticità che caratterizzano la norma. Sono stati numerosi gli amministratori che, dal 2013, pur legittimati dal consenso popolare, sono stati sospesi con decreto del Presidente del Consiglio, in forza della legge Severino. Il primo caso, e di certo il più emblematico ed eclatante, è stato quello del Presidente Berlusconi. Io sono stato eletto governatore della Calabria nel 2010 con il 58% dei consensi. Poi lo scorso anno ho riportato in primo grado una condanna per abuso d’ufficio per aver autorizzato, negli anni 2007-2008 quando ero Sindaco di Reggio Calabria, una dirigente esterna a rappresentare l’ente di fronte alla Commissione Tributaria. A oggi l’autorità giudiziaria non si è ancora pronunciata, in sede civile, sulla legittimità o meno del conferimento di quell’incarico. Prima di essere sospeso dalla legge Severino, mi sono voluto dimettere. Un gesto dal doppio significato: consentire ai calabresi tornare subito alle urne e di scegliere un’altra guida al di sopra di ogni sospetto e mostrare tutto il mio dissenso, peraltro da molti condiviso, nei confronti di una norma che lede i più elementari principi costituzionali. Ad oggi sono l’unico amministratore in Italia ad essersi dimesso per queste ragioni. La Severino è comunque intervenuta dopo. Il dibattito di questi ultimi anni si è di fatto cristallizzato sulla posizione di un centrosinistra intransigente e ostinato a mantenere questa norma nel suo impianto originario, attribuendole un valore spropositato rispetto ai suoi reali effetti. Anche un centrodestra, per certi versi inadeguato, non è stato in grado di elevare il livello del dibattito ponendo un argine a quegli effetti negativi che ricadono direttamente sui territori e sui cittadini“.

De Luca e Renzi - foto LaPresse

De Luca e Renzi – foto LaPresse

L’ex governatore calabrese, poi, focalizza il caso De Luca di stretta attualità: ”il comportamento di De Luca lascia senza parole. Io, in analoga situazione, mi sono dimesso per permettere ai cittadini di scegliere un nuovo governatore. Lui ha fatto l’esatto contrario: si è candidato già sapendo di non poter governare la sua Regione quasi fosse legibus solutus, ed ha avuto gioco facile non incontrando un’opposizione in grado di far emergere le suddette difformità ed il doppiopesismo tipico di certa sinistra. Ciò che più d’ogni altra cosa lascia basiti è che De Luca abbia tenuto una simile condotta supportato dalla maggioranza del suo partito, Renzi in primis, con buona pace di codici etici e morali, liste di proscrizione, principi di legalità e trasparenza, rispetto delle sentenze, battaglie da sempre appannaggio esclusivo della retorica del centrosinistra. Il decreto che dichiarava la mia sospensione da governatore è stato predisposto dopo soltanto 24 ore dalla pronuncia della sentenza e firmato da Renzi in appena 20 giorni. Mai vorrei che la particolare e imbarazzante situazione in cui si è cacciato il Pd fosse oggi il pretesto per riesumare il dibattito sulla legge Severino, fino ad ora volutamente evitato, anzi osteggiato. Il Pd ha sempre denunciato e combattuto leggi ad personam e auspico che continui a farlo. L’esigenza di porre rimedio ai danni generati dalla Severino è ormai ampiamente riconosciuta e l’urgenza di intervenire deve nascere più che dalle posizioni soggettive, dalle necessità di tutelare i territori e le comunità. Sarebbe stato molto più dignitoso per tutti se gli insigni statisti che oggi popolano il nostro Parlamento ci avessero pensato in tempi non sospetti…