Santo Stefano (Rc): l’opposizione diserta il primo consiglio comunale

Ieri pomeriggio, alle ore 16.00, si è insediato il consiglio comunale di Santo Stefano. La minoranza non ha partecipato ai lavori del civico consesso

Seggio elettorale - foto LaPresse

Seggio elettorale – foto LaPresse

Ieri pomeriggio, alle ore 16.00, si è insediato il consiglio comunale di Santo Stefano. La minoranza -affermano in una nota i consiglieri Sonia Lucia Romeo, Annunziato Priolo e Francesca Poeta- non ha partecipato ai lavori del civico consesso, per una serie oggettiva di motivi che verranno esposti e che dimostrano la paradossale negligenza, rispetto alle promesse annunciate e sbandierate durante la campagna elettorale, della nuova classe amministrativa. E’ stata promulgata, in modo enfatico, un’amministrazione partecipata, basata sulla condivisione delle scelte e percorsi comuni per una strategia dell’unione, che avrebbe dovuto portare ad una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, attraverso interventi di rafforzamento, integrazione proattiva della capacità amministrativa ed istituzionale. Si è esposto lo slogan della modernizzazione della PA, miglioramento della Governance multilivello nei programmi di investimento pubblico. Un progetto -proseguono- che è già venuto meno all’insediamento della Giunta, notificato alla minoranza mercoledì sera, senza il dovuto rispetto della necessità di congrua temporalità, tale da poter affrontare un elevato numero di punti all’ordine del giorno, taluni d’importanza essenziale per la loro peculiarità, questioni che non possono, proprio per natura, modalità rituale di trattazione in tempi e modi maturi, ricevere degna attenzione ed approfondita enfasi nella cerimonia iniziale d’insediamento del consiglio. Il Sindaco, dott. Malara, inserisce all’ordine del giorno punti quali il n. 6 (Approvazione regolamento istituzione commissione informatizzazione e trasparenza amministrativa, commissione sviluppo economico e sociale, commissione legalità, buon andamento e trasporti) laddove prevista l’approvazione di regolamento. Ma l’approvazione – aggiungono- non prevede ed anzi obbliga ad una discussione, propedeuticamente arricchita ed integrata dall’esposizione e chiarificazione dei presupposti normativi? Ed ancora al punto n°7 (Istituzione Consulta giovanile comunale – Approvazione Statuto), istituto di fondamentale e pregevole ideazione, ma che di certo avrebbe dovuto coinvolgere nella stesura dello Statuto, i rappresentanti dell’opposizione che rappresentano una buona parte di giovani e di associazioni del paese, senza invece comunicarne, se non per presa d’atto, la definizione ed operatività. Infine, ma non certo per importanza, il punto n. 8 (approvazione del Codice etico), uno strumento volto a difendere e a diffondere la buona amministrazione, la buona politica e le buone prassi operative, puntando sull’impegno civile condiviso, inemendabile di amministratori pubblici e cittadini. Risulta opportuno che il Codice venga reso noto, promulgato, spiegato, pedissequamente e nel dettaglio, affinché il popolo e gli stessi componenti dell’amministrazione ne comprendano finalità ed importanza nelle quotidiane applicazioni della gestione della cosa pubblica e dei servizi ai cittadini. In campagna elettorale ci siamo battuti con tutte le nostre forze e abbiamo proclamato la scelta democratica che per noi non è uno slogan, è una fede incrollabile così come incrollabili sono i principi costituzionali di libertà, legalità e trasparenza. Lo abbiamo dimostrato nei fatti e abbiamo accolto serenamente, non certo senza sofferenza, la volontà del popolo. Il popolo è sovrano ed alla sua libera, segreta e democratica scelta ci inchiniamo, consapevoli dei limiti del nostro operare. Un operare che proseguiremo nonostante le ristrettezze amministrative, per il bene della nostra gente. Insieme alla comunità stefanita abbiamo sposato un progetto di crescita per il centro aspromontano, una vera risorsa per la Calabria. Un progetto che già dalle prime azioni dell’amministrazione comunale viene messo all’angolo. Questo non possiamo permetterlo e come promesso ai cittadini saremo sempre con loro, ascolteremo le loro istanze ma soprattutto, non dimenticheremo mai le nostre radici. E’ impossibile scordare – concluono- il passato importante che vanta il Comune di Santo Stefano in Aspromonte e da quel passato che si devono trarre le basi per un futuro che nessuno può annichilire”.