Reggio: “no al taglio di 3 lavoratori dall’ufficio delle dogane dell’Aeroporto”

Marcianò: “la consegna del taglio della spesa è stata rispettata, ma tale decisione, di fatto, ha indebolito la presenza dello Stato in una infrastruttura strategica preposta alla tutela della legalità”

aeroporto-dello-stretto“L’ottimizzazione delle risorse dell’Ufficio delle Dogane di Reggio Calabria era diventa il fantasma che turbava l’esistenza della dirigente della struttura. Ci sono voluti alcuni mesi per trovare l’antidoto. Alla fine la dottoressa Micol Brignone ce l’ha fatta, assumendo una decisione all’insegna del “vestire la chiesa spogliando la sacrestia”. E’ bastato un ragionamento semplice: tagliamo almeno tre unità operative dai turni della Sezione Operativa Territoriale “Aeroporto dello Stretto” e rafforziamo il personale che opera nelle diverse aree della sezione Ufficio Dogane di Molo Margottini, cioè al porto. La consegna della spending rewu è stata rispettata, ma tale decisione, di fatto, ha indebolito la presenza dello Stato in una infrastruttura strategica preposta alla tutela della legalità. Il problema della “coperta corta” è stato risolto” afferma in una nota Michele Marcianò. “E la città tace: soprattutto a livello istituzionale, mentre qualche voce di dissenso si leva dal fronte sindacale. Tutto questo -prosegue- mentre la politica litiga tra e all’interno degli schieramenti che la rappresentano, la cosiddetta società civile continua ad essere distratta, i paladini delle legalità tacciono. Nei mesi scorsi, quando per primi ponemmo il problema del ridimensionamento del SOT dell’Aeroporto il nostro allarme venne sottovalutato e i soliti benpensanti si limitarono a fare spallucce e qualche sorrisetto sarcastico. Oggi neanche questo. La città, che continua ad essere trattata come terra di sudditi e non di cittadini, ha perso finanche il sentimento dell’indignazione, mentre un siffatto ridimensionamento provoca disagi ai dipendenti i quali non hanno più certezze in un momento in cui la crisi economia sta stritolando intere famiglie precipitate nell’infermo della povertà. La burocrazia – aggiunge- non può decidere autonomamente interventi su problemi vitali per il territorio, ma concertare con i cittadini e le istituzioni strategie incisive legate alla sicurezza e allo sviluppo. La dottoressa Brignone -conclude- ha ritenuto di non dover coinvolgere la Provincia ( maggiore azionista della Sogas) che è impegnata in un grande sforzo finanziario pur di mantenere in vita lo scalo aereo. E non finisce qui”.