Reggio: “lo sviluppo della Regione “corre” anche sui binari del tratto della ferrovia jonica”

Praticò: “Bova Marina prima, Roccella Ionica e Soverato poi. Sono solo le ultime stazioni presidiate quest’anno con partecipati sit-in per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica verso un problema che attanaglia la costa ionica”

Binari-treno“Bova Marina prima, Roccella Ionica e Soverato poi. Sono solo le ultime stazioni presidiate quest’anno con partecipati sit-in per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica verso un problema che attanaglia la costa ionica, ovvero il costante impoverimento dei servizi di trasporto con riduzione dei treni, delle corse, della qualità, il degrado delle stazioni, non ultimo la trasformazione in fermate di una dozzina di esse attraverso la soppressione di binari. La Calabria tende ad essere isolata dal resto d’Italia e la fascia ionica ancora più marginalizzata; è evidente una crescente disparità fra Nord e Sud nella distribuzione delle risorse, laddove si consideri l’impegno finanziario a favore dell’Alta Velocità che interessa solo le metropoli del Centro-Nord, mentre è stato reso impossibile il viaggio in treno tra le regioni del Sud (da Sibari a Metaponto non circolano più treni) o fra queste e le regioni del Nord, costringendo i cittadini meridionali ad odissee in macchina o in autobus-pollaio. Il CIUFER (Comitato italiano utenti ferrovie regionali) già tre anni fa avviò la prima raccolta firme diretta all’allora Presidente della Regione Calabria G.Scopelliti, proponendo strategie e soluzioni alle problematiche, primo fra tutti l’acquisto di nuovi treni. Da quella data a oggi il CIUFER non è rimasto fermo aspettare (numerosi sono stati i sit-in e altre forme di mobilitazione), né è rimasto isolato nella sua battaglia” afferma in una nota Lucrezia Praticò, CIUFER e Coordinamento Sociale Ferrovia Ionica Bene Comune. “I Sindaci delle cittadine ioniche (ad oggi hanno aderito una trentina), le cui stazioni sono interessate a questo smantellamento, si sono uniti sostenendo la mobilitazione contro la politica di “right sizing” (tagli) da parte di RFI che le vede a rischio isolamento. E così “l’affare ferrovia”, inizialmente solo per pendolari e utenti occasionali, ha visto in seguito toccare la sensibilità di altre realtà che hanno aderito. Non solo quindi comitati di pendolari -prosegue- ma anche movimenti e associazioni che hanno a cuore la promozione e lo sviluppo del territorio, utenti e singoli cittadini. Accanto in questa battaglia anche la FIOM Ansaldo-Breda, il movimento Ilferribottenonsitocca che lotta contro la cancellazione delle navi traghetto ferroviarie nello Stretto di Messina, sindacati di base, artisti impegnati nel sociale, numerose associazioni locali. Dall’incontro di queste sinergie è nato il “Coordinamento Sociale per la Ferrovia Ionica Bene Comune”. La proposta – aggiunge- di una nuova petizione popolare per il rilancio della ferrovia ionica accompagna questo cammino, con una raccolta firme on line e cartacea che ad oggi ha superato le 4.000 adesioni. La petizione, indirizzata ai Governi regionale e nazionale sintetizza una richiesta articolata in 12 punti con proposte e soluzioni fattibili a breve e medio termine perché la linea ferrata ionica possa essere allineata agli standard europei (treni di qualità, programmi di esercizio da paese civile, orari e tariffe congrue, integrazione tariffaria e vettoriale, ripristino dei collegamenti, Contratto di servizio in linea con le esigenze della comunità, cura del patrimonio edilizio e delle aree di pertinenza, attivazione di un regime di TPL integrato dei servizi sullo Stretto con potenziamento della flotta di navi veloci sullo Stretto, ecc.). Lo scorso 10 aprile si è svolto a Bova Marina un incontro pubblico al quale è stato invitato l’assessore regionale ai trasporti Nino De Gaetano. Egli ha dichiarato di condividere quasi tutti i punti della petizione, assumendo anche l’impegno a convocare rapidamente un tavolo tecnico con le rappresentanze sociali e dei movimenti; dopo 2 mesi tale impegno risulta però ancora disatteso. Il comitato ha provveduto a trasmettere a De Gaetano due lettere: una relativa alla vertenza in corso chiedendo la convocazione del tavolo tecnico e una serie determinata di richieste di informazioni e dati tecnici relativi alle politiche ferroviarie in Calabria. L’altra per diffidare la Regione dall’affidare a Trenitalia l’incarico di stilare la bozza del nuovo Contratto di Servizio, comportamento inaccettabile in quanto la Regione è Committente primario del servizio di trasporto e Trenitalia è una impresa potenzialmente concorrente.
Un impegno costante perciò quello del CIUFER e del “Coordinamento Sociale per la Ferrovia Ionica Bene Comune”. Ma altri comitati delle zone dell’Alto Jonio interessati alla mobilitazione non vogliono restare isolati e chiedono di unirsi alla mobilitazione. Perciò dopo Soverato anche Crotone, Rossano, Cirò presidieranno le loro stazioni con sit-in e porteranno la loro voce all’attenzione dei media su quella che ormai è possibile definire la “Carovana per la ferrovia ionica”. Si attendono ora degli esiti concreti alle richieste avanzate: data per la convocazione del tavolo tecnico promesso in quel di Bova Marina, la risposta alla lettera, la pubblicazione del bando per l’acquisto dei treni. Risposte certe che De Gaetano dovrà fornire. Proprio su queste il Coordinamento nei prossimi giorni lo incalzerà partecipando a Roccella ad una iniziativa che riguarda i trasporti sulla fascia ionica e alla quale interverrà anche l’assessore. Con spirito di pacata e ferma protesta come comitato, ribadiremo le nostre richieste, pronti in caso contrario ad una mobilitazione più vasta per scongiurare quella che ormai si prefigura come una regressione sul piano sociale ed economico di una intera regione. L’impoverimento dei servizi e delle attività economiche sul comparto ferroviario in generale e lo smantellamento della linea ionica in particolare non sono questioni che riguardano solo gli utenti e i pendolari, ma vanno viste come un dramma sotto l’aspetto sociale. Un sistema di trasporti già carente in una regione come la nostra, dove altre infrastrutture e servizi sono deboli o inadeguati, porta la Calabria a pagare un duro prezzo che la penalizza ulteriormente anche in altri settori strategici. Per questo non accettiamo il ragionamento di chi considera il trasporto pubblico secondo la logica del profitto, essendo i trasporti al pari della scuola e della sanità, un bene comune. Scelte politiche -conclude- che condizionano la nostra esistenza: lavorare, studiare, curarsi, sono strettamente legate al buon andamento dei servizi. Crescita e sviluppo passano anche e soprattutto da questo”.