Reggio: “sull’apertura della cardiochirurgia siamo alla schizofrenia politica”

Nicolò: “si convochi con urgenza una seduta consiliare ad hoc perché vengano aggrediti con risolutezza e definitivamente rimossi gli ostacoli che si frappongono all’apertura della cardiochirurgia agli ospedali ‘Riuniti’ di Reggio”

cardiochirurgia“Si convochi con urgenza una seduta consiliare ad hoc perché vengano aggrediti con risolutezza e definitivamente rimossi gli ostacoli che si frappongono all’apertura della cardiochirurgia agli ospedali ‘Riuniti’ di Reggio Calabria. Siamo ormai alla schizofrenia politica se non alla sconsideratezza. E’ paradossale che si continui con discussioni faziose – al mero scopo di rivendicare leadership politiche o istituzionali – piuttosto che procedere con urgenza all’attivazione del Centro Cuore”. E’ quanto afferma il capogruppo di FI alla Regione Alessandro Nicolò che aggiunge: “La salute dei cittadini non può essere trattata come merce di scambio e necessita di una immediata assunzione di responsabilità che superi ogni steccato ideologico. Si investa, pertanto, la massima assise regionale del problema allo scopo di fare chiarezza sulle criticità ostative all’apertura di un presidio indispensabile per la salvaguardia della vita delle persone, ed indirizzare, quindi, la Giunta rispetto a soluzioni condivise e risolutive.  E’ indecoroso, oltre che inammissibile – continua Nicolò- che un presidio salvavita – per il quale vi è stato un investimento di 40 milioni di euro e per cui si pagano giornalmente dei costi a carico dei contribuenti senza che vi sia un corrispondente servizio alla salute – continui, a distanza di ben otto anni dalla legge regionale istitutiva, a restare una chimera, ostaggio dei veti della politica e di vergognose lentezze burocratiche. Una vera e propria ‘tela di Penelope’, considerato che la legge regionale istituiva del servizio risale al 2007, ma solo nel 2011 avviene il collaudo di tutte le opere ed attrezzature. Oltre alle somme per la realizzazione dei locali, per il leasing dei macchinari si spendono, inoltre, un milione e quattrocentomila euro l’anno; somme sborsate per niente, in spregio ad ogni principio di ragionevolezza e buonsenso”. “Per dimensioni territoriali, per bacino di utenza e per incidenza epidemiologica, la provincia di Reggio Calabria – rileva Alessandro Nicolò- deve essere inderogabilmente, e senza ulteriori attese dotata di un reparto di cardiochirurgia, nell’ambito di una riorganizzata rete ospedaliera che punti all’adeguamento dei collegamenti con i centri di eccellenza, consentendo di intervenire, così come impongono le procedure mediche, in tempi rigorosamente ristretti. Dotata di macchinari sofisticati e tecnologicamente all’avanguardia, ma mai attivata, la struttura dei ‘Riuniti’ serve una vasta area, allo stato carente di un presidio salvavita per patologie cardiache di particolare gravità ed in situazioni d’emergenza”. “Tutte le forze politiche sono chiamate – conclude il capogruppo di FI- dunque, a convergere con alto senso di responsabilità nella comune battaglia di civiltà per una tempestiva apertura del Centro Cuore. Dobbiamo tutelare il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini e contenere il fenomeno dell’emigrazione sanitaria cui sono costretti sebbene i costi di funzionamento del reparto mai aperto, paradossalmente, gravino proprio su loro”.