Anche Reggio si è mossa contro il decreto legge sugli enti locali

Anche Reggio si è mossa contro il decreto legge sugli enti locali. Mentre a Piazza Montecitorio si svolgeva una manifestazione di protesta, targata Cgil, Cisl e Uil, contro il D.L. 78/2015 per chiedere un percorso vero e virtuoso di riordino delle funzioni provinciali, i lavoratori dei servizi per l’impiego della Provincia e della Polizia Provinciale, si sono dati appuntamento a Piazza Italia, allarmati per il loro futuro occupazionale

filcams-cgil al rettorato“Anche Reggio si è mossa contro il decreto legge sugli enti locali. Mentre a Piazza Montecitorio si svolgeva una manifestazione di protesta, targata Cgil, Cisl e Uil, contro il D.L. 78/2015 per chiedere  un percorso vero e virtuoso di riordino delle funzioni provinciali, i lavoratori dei servizi per l’impiego della Provincia di Reggio Calabria e della Polizia Provinciale, si sono dati appuntamento a Piazza Italia, allarmati per il loro futuro occupazionale. Una protesta che ha visti uniti i dipendenti a tempo indeterminato, per i quali il Governo non ha stanziato fondi a sufficienza affinché possano essere regolarmente pagati i loro stipendi, ed i dipendenti a tempo determinato, dei quali (nonostante le cospicue risorse comunitarie a disposizione) il Governo pare essersi dimenticato. Tali timori sono stati espressi nel Palazzo del Governo da una delegazione di lavoratori dei Centri per l’Impiego,  accompagnati dal segretario Confederale della Cgil Gregorio Pititto, alla presenza della dr.ssa Daniela Lupo Capo Gabinetto di S.E. il Prefetto di Reggio Calabria” afferma in una nota Mimma Pacifici, segretario generale Cgil Reggio-Locri. “A rischio non c’è solo la tenuta occupazionale di ottomila lavoratori sparsi in tutta Italia, ma anche l’erogazione di servizi essenziale per giovani, disoccupati ed imprese. Il decreto legge emanato dal Governo apre la strada alla privatizzazione del settore dei servizi per l’impiego, ponendosi come unicum nel panorama europeo, in cui le politiche del lavoro sono gestite dal pubblico, circostanza gravissima per la Cgil. Dunque -prosegue- nel caso in cui il D.L. 78/2015 non venisse modificato in sede di conversione parlamentare duemila precari decennali, vincitori di più concorsi pubblici, verrebbero immediatamente licenziati, mentre seimila dipendenti di ruolo rischierebbero la mobilità, preludio del licenziamento. A tale proposito, nel corso dell’incontro in Prefettura la delegazione di lavoratori dei CPI ed il sindacalista Pititto hanno consegnato – aggiunge- una proposta di emendamento che consentirebbe il proseguimento dell’erogazione dei servizi per i cittadini e l’indispensabile tenuta occupazionale degli attuali dipendenti, che sarà fatta pervenire a Palazzo Chigi dagli uffici prefettizi reggini. In sintesi, è sufficiente che le Regioni, enti  che subentreranno nella gestione delle funzioni delle politiche attive alle Province ed alle Città metropolitane, vedano trasferite risorse adeguate per stipendiare i dipendenti di ruolo “ereditati” ed abbiano facoltà di prorogare i contratti di lavoro del personale precario, da sempre retribuito con fondi europei. Pititto ha poi sottolineato come il transito del personale della Polizia provinciale nei ruoli degli Enti Locali per lo svolgimento delle funzioni di Polizia Municipale, sia in palese contraddizione con lo spirito della legge 56/2014 che prevede il transito del personale unitamente alle funzioni; funzioni di polizia provinciale certamente non assimilabili ed equiparabili alle funzioni di polizia municipale. Questo passaggio cancellerebbe con un colpo di spugna un patrimonio di professionalità, conoscenze ed esperienze acquisite sul territorio extraurbano – rurale e a contatto diretto con i cittadini. Un ruolo caratterizzato dalla sua specializzazione in difesa dell’ambiente e della fauna selvatica, da sempre svolto dalla polizia provinciale con impegno e dedizione. Figure istituzionali che – conclude- hanno lavorato in forte collaborazione con il mondo venatorio, ambientalista e degli agricoltori. Ed è proprio in questi ultimi ambiti che vi saranno forti ripercussioni e assenze di servizi”.