Reggio, sezione dogane all’interno dell’aeroporto: ulteriore taglio di tre lavoratori

Luciana-Giordano: “il paradosso è di casa nel bel paese. Il mondo del lavoro, stante taluni dirigenti particolarmente “illuminati”, fornisce il suo contributo”

Dogane“Il paradosso è di casa nel bel paese. Il mondo del lavoro, stante taluni dirigenti particolarmente “illuminati”, fornisce il suo contributo. Anche l’Agenzia delle Dogane, da sempre attenta a contemperare le diverse e molteplici esigenze, pare abbia deciso di alimentare stranezze ed eccentricità. E’ di queste ore la stravagante decisione, adottata unilateralmente, di operare un ulteriore taglio di tre unità lavorative (in aggiunta al taglio di 2 unità del 2014) in servizio presso la Sezione doganale che opera all’interno dell’Aeroporto dello Stretto (richiesta peraltro dalla Sogas) adducendo quale motivazione l’assenza nell’Ufficio delle Dogane di Reggio Calabria di altrettante unità lavorative. Si decide, dunque, di spogliare un delicato e valido presidio di legalità all’interno dell’Aeroporto per colmare le lacune della sede dirigenziale. Il paradosso non finisce qui. Si, perché, in riva allo Stretto insiste il Distretto doganale al cui interno è stato certificato dall’Agenzia delle Dogane un esubero di ben 12 unità lavorative”, affermano Giordano e Sera. Secondo Luciana Giordano e Vincenzo Sera, rispettivamente Segretario Generale e Segretario Provinciale della CISL FP reggina, “in un Paese normale il personale in esubero sarebbe stato trasferito in analogo ufficio senza batter ciglio, permettendo così agli uffici ed al personale di poter ottemperare ai compiti istituzionali con tranquillità. Ed invece no, si preferisce sguarnire il sistema dei controlli in Aeroporto per implementare l’ufficio dirigenziale di Reggio Calabria, nonostante le richieste (bocciate) di trasferimento volontario del personale in esubero del Distretto!
Paradossale, si, ma anche inquietante! La CISL FP chiede alle Autorità competenti un intervento risolutivo”.