Reggio: “ritardo inaccettabile della Regione nell’erogare il contributo previsto per i minori in affidamento”

Un gruppo di famiglie affidatarie del comune di Reggio contro la Regione Calabria in merito al “ritardo inaccettabile nell’erogazione del contributo previsto per i minori in affidamento”

Palazzo-Campanella-Regione-Calabria“Da 10 anni a questa parte è diventata prassi consolidata, per la Regione Calabria, ritardare in modo inaccettabile (a tutt’oggi 17 mesi) l’erogazione del contributo previsto per i minori in affidamento.

Chi si imbarca in questa esperienza ci mette il cuore e tutto il proprio impegno per rispondere ad un’esigenza, quella del minore in difficoltà, che diventerà poi un servizio reso alla società, quando si restituirà al mondo una persona che ha imparato a vivere, con un certo equilibrio, la propria storia e quella della famiglia d’origine: a questo serve l’istituzione dell’affido. Un impegno che tante famiglie del territorio reggino, ma anche in tutta la Calabria, svolgono con tanta fatica e spirito di sacrificio. Se fosse per il comportamento delle istituzioni, soprattutto in questo caso della Regione, non verrebbe voglia di prestare il proprio impegno verso queste situazioni familiari complicate e dolorose e, se non ci fosse veramente tutto il cuore da parte di noi famiglie affidatarie, saremmo facilmente orientati ad abbandonare qualunque velleità di aiuto al malcapitato minore. E dire che la Regione spende anche dei soldi per pubblicizzare l’affido e sensibilizzare nuove famiglie… Chissà se viene anche spiegato che poi si dovrà tribolare per ottenere il contributo  previsto dalla normativa, facendo spesso la figura degli accattoni, se non addirittura degli opportunisti!

È questa oggi la situazione delle famiglie affidatarie del Comune di Reggio Calabria. È  questo che ha spinto alcune famiglie a scrivere questa nota di cui chiediamo la pubblicazione sulla stampa,nella speranza che essa sortisca un qualche effetto sui politici del Consiglio e della Giunta regionale, affinché almeno si possa ricevere una risposta che prima di tutto è di dignità e di civiltà”.

Un Gruppo di famiglie affidatarie del comune di Reggio Calabria

Casile Carmela

Palumbo Lucia

Morabito Simona

Cilea Achille

Botta Salvatore

Maria Teresa Chiaro