Reggio, l’incredibile storia della famiglia Zema: 118 nega soccorso al padre infartuato, domani l’udienza preliminare

Reggio, 118 nega soccorso al uomo infartuato

ambulanzaDomani 25/06/2015 innanzi la Presidente della Sezione GIP-GUP presso il Tribunale di Reggio Calabria Dott.ssa Olga Tarzia si celebrerà l’udienza preliminare a seguito di richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica nei confronti di Maria Raco infermiera addetta alla ricezione delle chiamate di emergenza del 118 e Surace Antonino Marcello medico di guardia. Allo stesso è stata smistata dal 118 la richiesta urgente di un autoambulanza da parte dei fratelli Domenica e Giuseppe Zema a causa delle gravissime condizioni di salute del genitore Domenico Zema colpito da un “infarto miocardio acuto” e salvato in extremis da un intervento chirurgico eseguito dal Dott. Giuseppe Ielasi presso gli ex Ospedali Riuniti ivi trasportato dai fratelli Zema a seguito del rifiuto d’intervento del 118 accertato nella notte del 17/11/2011. La Famiglia Zema, assistita dagli Avv.ti Aurelio e Steve Chizzoniti, ha immediatamente denunciato alla Procura della Repubblica lo sconcertante rifiuto assistenziale le cui quanto mai superficiali indagini espletate dalla P.G. delegata, secondo quanto sostenuto dai difensori, sono sfociate in una incredibile richiesta archiviatoria poiché, secondo gli investigatori, la telefonata effettuata dai fratelli Zema non risultava pervenuta né al 118 di Reggio tantomeno a quello di Messina. I legali della Famiglia Zema articolavano una documentatissima opposizione fornendo anche la prova tecnica della telefonata effettuata e del colloquio intercorso fra i fratelli Zema, l’interlocutrice del 118 ed il medico di guardia coinvolti in una vicenda che gli Avv.ti Aurelio e Steve Chizzoniti definiscono uno spaccato “inquietante in ordine alla considerazione della vita umana da parte di chi avrebbe dovuto immediatamente attivarsi anziché trincerarsi dietro un inverecondo scaricabarile”. A seguito della puntigliosa opposizione il GIP Dott.ssa Cinzia Barillà, pur avendo insistito la Procura della Repubblica nella pregressa richiesta di archiviazione, accogliendo i motivi di opposizione, ha disposto la prosecuzione delle indagini puntualizzando che “non v’è dubbio che il riscontro dei tabulati smentisce l’accertamento delle risultanze dell’ascolto del nastro magnetofonico di Reggio Calabria e di Messina, sicché l’ineliminabile sospetto introdotto dalla parte lesa – che allude ad una manipolazione delle registrazioni dei messaggi di ascolto dopo gli articoli di giornale apparsi – non può essere risolto se non con l’ulteriore attività investigativa invocata costituita dal sequestro dei nastri magnetici in questione e analisi tecnica volta a stabilire eventuali sofisticazioni, cancellazioni o manipolazioni del relativo supporto o della fonte di prova”. Le indagini suppletive disposte dal GIP sono state coordinate dal Dott. Rosario Ferracane al cui esito ha chiesto il rinvio a giudizio degli imputati Maria Raco e Antonio Surace difesi rispettivamente dagli Avv.ti Annunziato Denisi e Corrado Politi dall’imputazione di omissione di soccorso e di falso in certificazione amministrativa avendo “formato un atto nell’esercizio delle funzioni attestando falsamente fatti dei quali l’atto era destinato a provare la verità”. La famiglia Zema è rappresentata dagli Avv.ti Aurelio e Steve Chizzoniti.