Reggio: lavori di manutenzione della strada per il santuario di Polsi

Il tempo di allestire l’area di cantiere e prenderà il via l’intervento di manutenzione della strada intercomunale per il santuario di Polsi, nel tratto Cano – Polsi, in territorio del comune di San Luca

PolsiIl tempo di allestire l’area di cantiere e prenderà il via l’intervento di manutenzione della strada intercomunale per il santuario di Polsi, nel tratto Cano – Polsi, in territorio del comune di San Luca. I lavori, finanziati con il bilancio della Provincia ( l’importo complessivo dell’appalto è di 377.972,22 euro), sono stati consegnati all’impresa “Desda” di Elisabetta Schiavone aggiudicataria dell’appalto dai tecnici del settore “Viabilità, Trasporti e Catasto strade” dell’Ente guidato da Giuseppe Raffa. La finalità dell’intervento è quella la migliorare la stabilità dei versanti e consentire le condizioni minime di sicurezza al transito veicolare. I lavori, in particolare, riguardano la realizzazione di muri in cemento armato, dotati di tiranti e fondati su micropali; interventi di ingegneria naturalistica (modeste gabbionate e fascinate); e la realizzazione di adeguate opere di idrauliche. Il progetto esecutivo ha visto impegnati l’architetto Giuseppina Landolfo e il geologo Vincenzo Longo, entrambi professionisti esterni all’Ente intermedio. Sono invece dipendenti della Provincia i tecnici designati a seguire l’attività dell’impresa romana: il geometra Liborio Siclari (RUP), l’ing. Luigi Stracuzzi (collaudatore statico e in corso d’opera. In 120 giorni l’impresa dovrà ultimare le opere. “La messa in sicurezza di questo tratto di viabilità, che porta ad uno dei più significativi i luoghi di culto Mariano del reggino, era un impegno che, come Amministrazione, avevamo assunto con la Chiesa della Locride e con il rettore del Santuario della Madonna della Montagna, don Pino Strangio, sacerdote sempre attento a quelle che sono le esigenze del territorio. La decisione di intervenire è stata dettata, oltre che da motivi di sicurezza anche per tutelare la tradizione religiosa di un popolo, quello reggino, che a Polsi ritrova quel senso di spiritualità indispensabile per la difesa degli antichi valori naturali che nell’uomo postmoderno, sempre più ostaggio del modello consumistico, incominciano ad affievolirsi”