Reggio: “erba alta e rischio zecche a Motta San Giovanni? non è soltanto un problema di decoro urbano” [FOTO]

DSC03327 (Small)“Sbalorditiva è  la sottovalutazione del problema. Ancora più sbalorditivo che nessuno se ne accorga. Con l’erba alta aumenta in maniera esponenziale il rischio zecche, per questo intendiamo chiedere alle Autorità forse competenti ma certamente inefficienti  di valutare se  vi siano le condizioni per un intervento da parte del Comune e dell’ASP”.  Lo afferma in una nota Vincenzo Crea,  Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto” e Referente unico dell’ANCADIC Onlus.

Il numero delle zecche nelle aree urbanizzate può essere ben controllato e ridotto rimuovendo le foglie secche, le sterpaglie e i cumuli di legna nelle aree pubbliche e private sfrondando gli alberi e le siepi e tenendo pulite le aiuole. Quella delle zecche è una vera e propria emergenza. Questi parassiti possono trasmettere malattie molto pericolose come la TBE, una forma di encefalite che agli estremi può portare alla paralisi, o il morbo di “lyme”, che può provocare artrite, meningite, aborto spontaneo e trasmissione al nascituro. La scarsa cura del verde, il randagismo e la mancata eliminazione delle sterpaglie ai margini delle strade interne del paese hanno esposto i cittadini a una serie di rischi: sanitari e igienici. Si citano, fra i tanti, alcuni luoghi di Lazzaro interessati da sterpaglie e  alberi su cui intervenire: adiacenza lato nord della scuola elementare Demetrio Cuzzupoli a margine della Ss 106  e area adiacente lato Reggio della scuola Media F.Jerace  di Lazzaro, via del Bergamotto, via Stazione,  rotatoria alle spalle della farmacia di Lazzaro, Piazza Zagarella lato sud, ingresso Corso Italia,  via Al Mare, vi Augusto Ottaviano, svincolo Ss 106 km. 20+150 e lato monte all’altezza del citato tratto chilometrico”.

“Già questa associazione nei primi giorni del mese di giugno 2014 aveva segnalato, richiedendone l’intervento del Sindaco del Comune di Motta SG e dell’ASP di Reggio Calabria, tali criticità evidenziando Loro che oltre a determinare rischio incendio i siti interessati da erba, sterpaglie erano divenuti habitat ideale per la proliferazione di ratti, serpi, zecche e di altri animali. Si ricordava nell’occasione che proprio in quei giorni nella vicina Locri un cinquantenne era morto dopo la puntura di una zecca. L’importanza della tematica, ci induce oggi, come lo scorso anno, a richiamare l’attenzione soprattutto delle Autorità sanitarie sulla necessità che non ci si deve  fermare ai potenziali pericoli da me segnalati, ma bisogna fare una forte riflessione sulle certificazioni dell’Organo sanitario ovvero del medico sanitario sui rischi che tali segnalati pericoli comportano per la salute pubblica. Tanto  si segnala affinché si provveda il prima possibile ed  in modo continuativo e costante a falciare l’erba nei giardini del paese, lungo le vie pubbliche e sui marciapiedi per garantire un sufficiente livello di sicurezza per la salute dell’essere vivente e a conferire presso discariche autorizzate i rifiuti prodotti dall’attività di potatura che speriamo si andrà presto a fare e quelli da qualche tempo ammassati sulle aree pubbliche”.